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Lo Stato delle Cose è il suono e la voce di Roberta Di Mario

Già ci vuole coraggio per intitolare un disco Lo Stato delle Cose. Se poi è un doppio album significa che l’anima inquieta di Roberta Di Mario è dirompente. La ho conosciuta in Feltrinelli accompagnandola in un breve, pubblico viaggio nella sua musica.

Roberta Di Mario (foto di Bibi Rommi)

Roberta Di Mario (foto di Bibi Rommi)

Songs e Walk on the Piano side sono i titoli che ha scelto per i suoi due lavori raccolti sotto il nome de Lo stato delle cose. Il primo sono racconti, quotidianità che si fa canzone accompagnata dal pianoforte. Il secondo è solo musica. Il suo primo lavoro, del 2011, era Tra il tempo e la distanza, e già in un titolo così, che tende ad avviluppare l’ascoltatore e portarlo in un mondo senza clessidre né meridiane né sveglie si capisce che Roberta Di Mario è incontrollabile quando è seduta al piano. E’ un equilibrio di contaminazioni, nulla eccede tutto è armoni. Nell’ultimo lavoro, quello che ha presentato in Feltrinelli, c’è la composizione Tasti bianchi tasti neri che è la sintesi della sua musica: classico, jazz, soul, un po’ di Francia e un po’ di cantautore. Non resta ora che lasciarsi trasportare verso il mare dell’inquietudine. Dentro in mare dell’inquietudine. Perché è lì che si disvela lo stato delle cose.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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