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I vent’anni catartici dei Marlene Kuntz

Ci sarà almeno un evento del 1994 di cui ognuno di noi ha memoria. Molti ricorderanno la morte di Ayrton Senna, altri hanno pianto il mito del grunge Kurt Cobain, altri ancora esultano per l’elezione di Mandela come presidente del Sud Africa.

Marlene Kuntz

Marlene Kuntz

di Irene Zambigli

In Italia quell’anno usciva il primo album di una band di Cuneo formatasi qualche anno prima: i Marlene Kuntz pubblicano Catartica. L’album, prodotto dall’allora neonata etichetta discografica Consorzio Produttori Indipendenti, apre la strada a nuovi suoni fino ad allora conosciuti solo fuori dall’Italia. I Marlene Kuntz conquistano la scena con il loro noise rock fortemente cantautorale. A vent’anni dall’uscita di quel disco, manifesto della carriera del gruppo piemontese, i Marlene Kuntz organizzano un tour per il ventennale, portando in giro per i club italiani la track list dell’album d’esordio.

Le aspettative del pubblico romano sono alte e già in fila all’ingresso, dopo un cambio di location straordinario per il sold out annunciato, si fanno scommesse sulla scaletta. Il pubblico dei Marlene è un pubblico fedele, ma diviso in due dalle scelte stilistiche di Godano & Co. degli ultimi anni. Ci sono fan in conflitto con gli albumi più pacati, molto più curati nei testi con sound più morbidi. Ma tutti i fan sono alla loro data romana per rivivere i loro vent’anni. Assieme a una band che quegli anni lì, li ha fortemente influenzati.

Io non avevo vent’anni nel 94, ho conosciuto i Marlene dieci anni dopo e come  allora, al concerto, sono convinta sia una delle band più talentuose in Italia. Ad aprire il concerto che, in linea con le aspettative, percorrerà tutta la track list dell’album, è Mala Mela a cui seguono 1° 2° 3° e Fuoco su di te. Il pubblico si scalda, si emoziona, torniamo tutti ad avere vent’anni, forse anche Godano Bergia e Tesio che sul palco ritrovano una grinta mai persa stasera perfettamente in tema. Trovano spazio nella scaletta anche Lieve, cover dei Csi ed i brani dell’album Pansonica, che, come spiega Godano, è un’album di recente uscita con sei  tracce inedite e una versione diversa di Donna L, scritte tra il ’90 e il ’96 (anno di uscita de Il Vile).

Il nome Pansonica viene da una delle tracce più significative di Catartica, Sonica, che manda il tutti in visibilio assieme a Festa Mesta, altro caposaldo dei Marlene. Il pubblico è conquistato, rapito, affascinato da sonorità noise ancora vive (o tornate vestite a festa per l’occasione verrebbe da dire). Aspetta quell’ultima canzone, quella ballata che tutti cantano arrivando quasi a coprire la voce di Godano. Nuotando nell’aria chiude un concerto che i fan attendevano da tempo, festeggiano insieme ai Marlene i vent’anni di un disco che ancora oggi emoziona e rapisce, come se il tempo, per loro, non fosse mai passato.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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