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Gianni Morandi, tra autoscatto 7.0, Mogol e una carriera speciale

Gianni Morandi è tornato in pista con Autoscatto 7.0, il nuovo lavoro del cantautore di Monghidoro che racchiude i più grandi successi della sua carriera. Morandi, sempre più vicino al popolo social, ha lasciato che gli utenti di Facebook scegliessero venti canzoni, a cui ha aggiunto altri brani per arrivare a un totale di trentatré. Lo abbiamo in una speciale conferenza stampa in cui ha alternato racconti della sua carriera a pezzi live interpretati con la chitarra. Ecco l’intervista.

Gianni Morandi

Gianni Morandi

di Matteo Rossini

Perché Autoscatto 7.0?
Ho paura del numero 70, allora ho voluto fare un’istantanea
Come ha scelto i brani?
Da due anni ho aperto un rapporto con il pubblico tramite la pagina Facebook e proprio da loro mi sono fatto aiutare per la scelta di venti canzoni, a cui ho poi aggiunto qualche titolo mio, più due canzoni di Cesare Cremonini e un duetto realizzato con Alessandra Amoroso cinque anni fa, ma ci sono anche altri brani, alla fine sono arrivato a trentatré canzoni.
Il suo successo di Facebook è fatto di cose normali, mentre tutti ispirano a essere eccezionali: in realtà il segreto è la normalità?
Mi piace stare in mezzo alla gente, non so se è una forza o un difetto ma io sono così. Io sono sempre stato con i piedi per terra e mando solo messaggi positivi, le notizie negative le sentiamo già tutti i giorni in televisione e alla radio, quindi posto immagini semplici, magari mentre sbuccio un fagiolo o sto potando le piante nel giardino. Se dico che sto potando una pianta, arrivano tantissimi “mi piace”, forse perché sono cose che le persone non si aspettano da me, ma io abito in campagna. Poi se vado dal commercialista o ho il mal di pancia non lo dico. Solo sorriso, in qualsiasi momento.
Qualche annotazione sulle canzoni inserite in Autoscatto 7.0?
C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones era la canzone in cui mi identificavo di più, mentre Uno su mille è stata tra le preferite degli utenti di Facebook, forse perché siamo in un momento di difficoltà.
Lei ha avuta una bella carriera…
Nella mia carriera ho fatto grandissimi incontri, ho lavorato con autori pazzeschi come Ramazzotti, Mogol, De Gregori, Cocciante, Battiato e tanti altri. E’ bello poter affermare di aver lavorato con una grande varietà di autori perché poi per i concerti ho un’ampia scelta, posso selezionare tra brani molti diversi.

Gianni Morandi (foto di Angelo Trani)

Gianni Morandi (foto di Angelo Trani)

Lei ha lavorato molto con Mogol, un racconto inedito?
Nel 2002 ci sentiamo e mi dice che c’è una nuova canzone ma che prima avrei dovuto studiare. Mi dice di togliere le scorie che ho accumulato nel tempo, lui ama le voci basse, non gli artisti che urlano. Così mi assegna cinque canzoni da imparare alla perfezione, tra cui un brano di Eric Clapton, uno di Sting e uno di Tracy Chapman. Mi dice che ho le basi, ma che sarei dovuto tornare a cantare, non avrei dovuto urlare. Dopo due mesi mi ripresento. Gli faccio sentire come ho imparato i brani e lui è felicissimo, a quel punto mi dice che ha in mente una canzone bellissima, che spaccherà, ma che se se voglio che diventi un successo, avremmo dovuto fare una cosa: non far capire che fossi io, altrimenti sarebbe finita!
Cosa ricorda della famosa notte del luglio 1971, quando lei doveva esibirsi prima dei Led Zeppelin e fu una notte di guerriglia anzichè di musica?
Un disastro, li ho avuto il segnale che l’epoca era cambiata, era pienissimo di gente, fu un disastro. Pensavo che se avessi cantato C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones magari le cose sarebbero migliorate, ma una volta salito sul palco ho capito he non sarebbe andata così, quello è stato un segnale gravissimo, fortissimo. I ragazzi dormirono fuori dalla sera prima, c’era aggressività nella gente. Quello fu il segnale del cambiamento, anche musicale.
Cosa le manca da fare nella vita?
Uno come me ha vissuto praticamente due carriere, dico che potrei accontentarmi. La fortuna mi ha accompagnato sempre, c’è ancora il piacere di vedere la gente che ti saluta, questo è il bello. Ho avuto una vita meravigliosa, anche gli anni nerissimi sono stati bellissimi, mi sono serviti.
L’11 dicembre compie 70 anni, cosa farà?
Vorrei fare una festa con tantissimi amici, cantanti, giornalisti, attori e molti altri, ma in quel caso non saprei dove, dovrei affittare un palazzetto, quindi penso che farò una cosa tranquilla, in casa, con i miei figli. Intanto però vediamo di arrivarci, poi vedo

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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