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Matthew Lee, il genio della tastiera

Magico Matthew Lee a Milano con un concerto di un’ora e mezza costruito su gli inediti del suo album in uscita il prossimo anno, cover inserite nello stesso lavoro e arrangiamenti di brani popolari della storia della musica mondiale.

Matthew Lee

Matthew Lee

di Matteo Rossini

Il cantante, anche se sarebbe più corretto definirlo performer, ha mostrato tutte le sue capacità di musicista maneggiando con maestria ogni tasto del pianoforte. Matthew Lee ha proposto pezzi storici del rock ‘n’ roll come Johnny Be Good e si è cimentato con cover, tra cui Così celeste di Zucchero arrangiata in stile anni ’60, ma l’apice delle composizioni sperimentali è stato Il volo del calabrone in chiave rock ‘n’ roll, qualcosa che ha lasciato tutti sgomenti, ma un esperimento dal risultato monstre. La serata è continuata con E’ tempo di altri tempi, il singolo che anticipa il suo primo album e altri due inediti, tra cui Non mi credere, uno dei pochi brani in lingua italiana presentati durante la serata.

Matthew Lee

Matthew Lee

Ciò che ha colpito non è stata tanto la perfetta esecuzione dei brani, neanche una sbavatura, ma la passione messa dal cantante sul palco, una vera e propria esplosione di energia. Quante volte vi capita di assistere a concerti in cui un musicista suona il pianoforte sdraiato sullo strumento o completamente disteso al suolo e con una sola mano sui tasti? Matthew Lee è stato accompagnato da una band di tre elementi, Frank Carrara, J. J. Latini e Matteo Pierpaoli, ma in alcuni casi è sembrato di assistere all’esecuzione di un’orchestra composta da più di cinquanta persone. Il cantante aspetta il 2015 come l’anno della svolta. In circolazione ci sono molti artisti rock ‘n’ roll, ma un performer del suo calibro è davvero difficile da trovare, forse impossibile!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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