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Razza Krasta afte…rap

Daniele Cortese, in arte Razza Krasta, ha lavorato duramente per realizzare un progetto del tutto innovativo. Si tratta di Afterap, il suo primo disco da solista, uscito il 28 novembre, e che è qualcosa di assolutamente diverso rispetto al classico hip-hop.

Razza Krasta

Razza Krasta

di Milly Abrusci

Come nasce Razza Krasta?
Nasce nel 1994 con la fusione di due gruppi rap della zona sicula. Quando ho fatto parte della Santacrew ero già conosciuto come Razza Krasta, così come quando ho collaborato con il duo Paola e Chiara.
Come mai la scelta di iniziare un percorso da solista?
E’ un percorso un po’ naturale in cui un artista, a un certo punto, vuole dedicarsi al proprio progetto con le proprie idee senza per forza confrontarsi con altri esponenti. Ciò non toglie che, in futuro, possa tornare a lavorare con nuove formazioni.
Se mai mi penserai è il singolo in rotazione che anticipa l’uscita del disco Afterap. Ce ne parli?
Se mai mi penserai è una ballad poppeggiante, mentre gli altri brani si avvicinano più al rock, al blues e alla dance. Ci sono vari stili presenti in ogni traccia, dovuti alle varie contaminazioni di musica che hanno subito
Perché Afterap?
Il titolo dell’album rispecchia proprio l’idea del disco, voler fare un passo avanti o forse indietro rispetto al rap, o partire dal rap per fare qualcosa di nuovo. Brani rap con contaminazioni swing, non li avevo mai sentiti e quindi è stata una sorta di sfida riuscire a intrecciare due stili completamente diversi tra loro. Credo, però, che il risultato sia soddisfacente.
Cantante, cantautore e produttore.
Esatto. Oltre a scrivere i testi delle canzoni, compongo anche le musiche e le produco. Mi piace stare in studio con i vari strumenti e creare le sonorità, dalla batteria al basso, alla chitarra.
Dato che è anche produttore, secondo lei i social, ma anche iTunes e Spotify aiutano o rovinano il mercato musicale?
La vedo come una cosa estremamente positiva, anche se, questi nuovi modi di digitalizzazione, hanno un po’ leso quelle che erano le fette di mercato che facevano parte delle case discografiche con le vendite tradizionali dei dischi. E’ un evolversi che ci offre nuove opportunità ed è anche giusto che i mercati si muovano seguendo le nuove tendenze.
Live in programma?
Per il momento no, aspettiamo di vedere come va con l’uscita del disco, dopo di che tutto verrà da sé.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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