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I Peter Punk cantano il seme della follia

Capitanati da Nicolò Gasparini (voce), Ettore Montagner (bassista), Stefano Fabretti (chitarra) e Nicola Brugnaro (batteria), i Peter Punk tornano a esibirsi insieme. Dopo aver percorso per parecchi anni strade diverse, escono con un album di quattordici inediti: Il seme della follia. Abbiamo intervistato Stefano Fabretti, che ci racconta il nuovo progetto.

Peter Punk

Peter Punk

di Milly Abrusci

Che cosa è successo dopo l’uscita del terzo album, XI, nel 2004?
C’è stata una rottura della band dovuta a delle divergenze che all’epoca sembravano insanabili tra noi e il nostro cantante. Eravamo giovani e l’orgoglio e la voglia di non abbassare la testa, sono prevaricati e abbiamo rotto. Crescendo, abbiamo messo da parte i vecchi rancori e dato spazio all’affetto e all’amicizia che lega tutti quanti noi a Nicolò, sin dalle elementari. Sarebbe stato un peccato perdere tutto così. Il tempo ci ha aiutato.
In seguito alla rottura, avete creato due band differenti:  Scacciapensieri e Cattive abitudini.
In realtà Cattive abitudini è nata prima dello scioglimento dei Peter Punk per suonare nei periodi di fermo, tra la fine di un tour e la stesura di un nuovo disco.
Non vi era dunque passata la voglia di suonare.
Assolutamente. Nicolò ha fondato gli Scacciapensieri ed io e gli altri abbiamo continuato con Cattive abitudini, giusto per tenerci allenati.
Nel 2010 vi siete riavvicinati, avete fatto un tour insieme, e poi vi siete allontanati di nuovo per ritrovarvi nel 2013. Che cosa vi ha spinto a riprovarci?
L’esperienza del 2010 è stata molto positiva e poi è stato come un ritorno di fiamma. Trovandoci sullo stesso palco, ci siamo resi conto che la sintonia c’era ancora, il bene anche e la voglia di tornare a suonare insieme pure. I dissapori andavano svanendo e abbiamo deciso di riprovarci.
Comè è nato Il seme della follia?
Inizialmente la nostra idea non era un nuovo disco, bensì far uscire ogni tanto dei singoli nuovi. Stando in sala prove, però, i brani venivano molto naturalmente uno dietro l’altro, l’intesa era tanta e abbiamo deciso di incidere un vero e proprio album.
Che cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo album?
Niente di nuovo perché abbiamo mantenuto la linea del punk rock. I testi sono molto interessanti, simpatici, ma anche seri. Il disco è in piena formula Peter Punk e chi ci ama, non rimarrà deluso.
Questi quattordici brani raccontano gli anni vissuti lontani?
Sì, soprattutto il singolo che apre il disco, Lo stesso fuoco. E’ il nostro brano per eccellenza perché parla del fuoco che è tornato ad ardere nei nostri cuori quando abbiamo ricomposto la band.
Perché dovremmo comprare Il seme della follia?
Per supportare il punk rock, che in Italia zoppica un po’, e poi perché siamo sicuri che sia un buon disco.
Prossimi appuntamenti?
Il 6 dicembre al Deposito Giordani di Pordenone e il 13 dicembre al Revolutions Studio di Molvena, vicino a Vicenza.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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