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La Magia di Natale di Cristina D’Avena

Aveva tre anni e mezzo quando ha partecipato allo Zecchino d’Oro, decima edizione della rassegna canora per bambini che le regalò il terzo posto con Il valzer del moscerino, e da quel giorno non ha mai smesso di cantare. Il suo repertorio conta quasi settecento canzoni, quasi tutte sigle dei cartoni animati. Il 18 novembre è uscito l’album Magia di Natale (Deluxe Edition). Lei è Cristina D’Avena.

Cristina D'Avena

Cristina D’Avena

di Milly Abrusci

Come mai la scelta di pubblicare, anche se in versione Deluxe, un disco di cinque anni fa?
E’ stata una richiesta da parte dei fan che avevano il desiderio di comprare il mio cd di Natale. Volevano che io facessi un singolo natalizio e, a quel punto, ho pensato di ripubblicare, con una veste nuova, il disco Magia di Natale che contiene tre brani nuovi: la versione rivisitata di Noi vorremmo tratta dalla serie televisiva Cristina, Dio fa qualcosa tratta dal film Il gobbo di Notre Dame e infine l’Alleluja di Leonard Cohen.
Che effetto le fa rivedere lo Zecchino d’Oro, programma che l’ha fatta conoscere al grande pubblico?
E’ sempre estremamente emozionante rivedere quella trasmissione e farne anche parte, considerando che qualche anno fa ci sono tornata in qualità di co-conduttrice. Se mi chiedessero di tornare ancora, lo farei molto volentieri perché è un programma che mi appartiene molto. Mi fa tornare indietro nel tempo, mi fa pensare alla Signorina Mariele che non c’è più e ai tanti momenti della mia infanzia.
C’è qualcosa che non ha ancora fatto e le piacerebbe fare?
Un musical, perché mi piace molto il teatro e poi sarebbe un modo diverso di interagire con il pubblico.
Qualcosa che non rifarebbe?
In realtà no, perché ho sempre fatto tutto quello che desideravo.
Lei continua a girare l’Italia e a registrare sold out in tutte le date. Qual è il segreto del suo successo?
Penso la semplicità e l’umiltà. Sono una persona e un’artista molto vera e sincera. Non ho maschere, non indosso abiti particolari per fare la star. Sono la persona della porta accanto.
I Gem Boy facevano la parodia anche delle sue canzoni, adesso fate live insieme. Com’è nata la vostra collaborazione?
E’ stata una cosa molto casuale, ci siamo incontrati in autogrill ed è nato questo grande feeling. In quel periodo mia sorella Clarissa stava lavorando per Red Ronnie, stavano organizzando dei concerti per il Roxy Bar, e Red aveva chiesto che ci fossi anch’io. In quel momento, però, io non avevo una band e mia sorella mi suggerì di provare con i Gem Boy. Abbiamo fatto delle prove e stilato una scaletta. I concerti hanno registrato sold out e allora abbiamo deciso di continuare.
C’è una sigla alla quale è più affezionata?
Sicuramente Kiss me Licia perché è il cartone animato che mi ha dato popolarità e perché io ero la Licia nel telefilm.
Ha mai pensato di smettere con sigle dei cartoni animati e fare qualcosa di completamente diverso, a parte Magia di Natale?
Non ci ho mai pensato ma, se volessi, potrei farlo. Mi piacerebbe ma, dopo aver cantato queste canzoni di Natale rese anche un po’ pop, non ne sento l’esigenza e il bisogno.
Il fatto di aver segnato l’infanzia e l’adolescenza di diversi ragazzi, ha fatto sì che fosse colpita dalla sindrome di Peter Pan?
Nel mio cuore, sicuramente, c’è e credo che faccia bene a tutti rimanere un po’ bambini. Ci aiuta, ci dà la forza che a volte manca, così come il sorriso che a volte si perde.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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