0

Matteo Brancaleoni, il jazz con Bublè e l’album Natale

Matteo Brancaleoni è tra gli artisti più affermati e apprezzati nel mondo del jazz. La sua voce è celebre e molti artisti hanno espresso più volte grande apprezzamento, da Fiorello a Renzo Arbore, da Michael Bublè a Maurizio Costanzo. L’artista ha da poco rilasciato una nuova edizione del suo album di Natale Christmas with you e ha in serbo un nuovo lavoro per il 2015. Lo abbiamo intervistato.

Matteo Brancaleoni

Matteo Brancaleoni

di Matteo Rossini

Partiamo dalle origini, come nasce la sua passione per la musica?
L’ho avuta fin da bambino quando giocavo con una tastierina, però, in realtà, sono dell’idea che la musica è in ognuno di noi già da quando siamo nella pancia della mamma.
Negli ultimi anni il jazz sembra vivere una seconda vita, è così?
Non credo stia vivendo una prima o seconda vita, noi italiani facciamo sempre le cose un po’ in ritardo, il jazz esiste da cento anni e c’è sempre stato. In questo periodo vedo un’abbondanza di progetti jazz, ad esempio Lady Gaga con Tony Bennett, forse perché si cerca ci strizzare l’occhio agli ascoltatori di jazz che ancora acquistano dischi. Invece il ritorno dei crooner è in parte dovuto alle condizioni sociali di questo periodo, il jazz si affermò dopo la crisi del ’29 e forse ora sta tornando popolare per una sorta di ricorso storico.
Nel 2007 duettò con Michael Bublè, ricordi?
Fu parecchio emozionante, lo conoscevo già, ma lui mi trascinò sul palco a mia insaputa.
Come andò?
Conoscevo Michael da tre anni, l’avevo incontrato alcune volte come giornalista, ma non gli avevo mai detto niente della mia musica. Nel 2006 inviai il mio primo disco a suo nonno con cui ormai avevo stretto un rapporto di amicizia, ogni volta che veniva in Italia, lo accompagnavo in giro. Un giorno mi dissero di andare a Roma per intervistare Michael, mi sembrò strano poichè non era prevista nessuna conferenza stampa, ma andai. La sera, durante il suo spettacolo, Michael scese dal palco, così pensai che desiderasse camminare tra il pubblico come suo solito, e mi alzai per farlo passare, ma lui mi disse che avrei dovuto cantare con lui e mi trascinò letteralmente sul palco. Fu davvero emozionante e Michael è una persona molto generosa e intelligente, si merita davvero tutto il successo che ha.
Quest’anno ha fatto uscire una nuova edizione del suo disco di Natale, com’è nata l’idea di un album natalizio?
Chi fa jazz si deve scontrare per forza con il repertorio natalizio. Questo genere nasce con i crooner americani, basti pensare a Silent night. Le canzoni di Natale sono un prodotto statunitense, quando pensiamo al Natale, non ci vengono in mente sonorità italiane poiché la nostra musica non ha all’interno quei suoni tipici delle canzoni delle festività, come campanelli, archi e violini. In Italia la musica natalizia si basa su strumenti come organo e cornamusa, mentre in America ci sono sonorità provenienti dal jazz. Quindi, possiamo dire che il repertorio natalizio è stato veramente inventato dai crooner americani, anche a livello immaginifico.
Quindi diciamo che è stato tutto naturale…
Io mi ricordo che il primo disco che mi regalò mio padre fu il 33 giri di White Christmas di Crosby. La musica di Natale è un prodotto americano che è arrivato in Italia e non ho potuto far altro che scontrarmici.
C’è un brano del suo repertorio a cui è particolarmente legato?
Beh è difficile, si è legati a tutte le canzoni, è un po’ come esserne zio o padre, le hai immaginate per tanto e dopo molto le puoi finalmente coccolare. Se però dovessi scegliere una canzone, direi New Life, perché la registrai con voce e chitarra per farla ascoltare e quando mi ritornò completamente arrangiata, fu emozionante, davvero tanto. Mi sembrò assistere a un parto, avevo pensato per tanto tempo a quella canzone e ora finalmente ce l’avevo.
Progetti per il nuovo anno?
Nel 2015 sarò in concerto a Milano, in concomitanza con l’EXPO, per il lancio di un progetto, un nuovo album a cui sto lavorando da un anno.
Anticipazioni sull’album?
Toccherà il repertorio italiano e avrò diverso ospiti, ma per il resto tengo è ancora tutto un mistero.

 

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *