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Sanremo 2015, con Chanty “ritornerai” a sognare

Si chiama Chantal Saroldi, in arte Chanty, e non arriva nè da Amici né da X Factor ma bensì dalla gavetta e da Area Sanremo, la struttura capitanata da Paolo Giordano che ogni anno porta due artisti all’Ariston nella categoria Nuove Proposte: canterà “Ritornerai”. Pelle ambrata, voce che elettrizza, Chanty ha 22 anni e nasce da mamma tanzaniana e papà italiano. Vive per qualche anno in Africa, poi si trasferisce a Taiwan e quindi in Italia, a Savona. Racchiude nel suo animo e nella sua musica le contaminazioni di culture diverse, è figlia di una generazione che non conosce confini. La ho intervistata.

Chantal Saroldi: Chanty

Chantal Saroldi: Chanty

Chanty come va?
La marcia di avvicinamento all’Ariston è partita.
Che fa?
Le prove e poi la registrazione dell’album che uscirà in concomitanza col Festival.
Con chi lo produce?
Ho firmato un contratto con la Carosello Records e sono felicissima.
E’ stata dura spuntarla?
Eravamo in 400 e la possibilità di passare minima. Io ho lavorato un anno a questo progetto di scrittura, a cercare il suono giusto per me.
Perché Area Sanremo.
Lo scorso agosto mi sono iscritta soprattutto per avere dei consigli. Le audizioni sono a porte chiuse e non sai con chi ti confronti, che genere fanno gli altri. L’ansia si moltiplica.
Però ce l’ha fatta.
Non ci potevo credere.
Lei si sente appartenere a un genere?
Non guardo in faccia i generi o le categorie, mi piace svariare. A Sanremo vado con Ritornerai che è una ballad perfetta ma lavoro anche a cose leggere o punkeggianti.
La sua storia?
A Boston ho avuto modo di studiare musica, poi, rientrata in Italia, ho girato molto con la mia gang, il mio gruppo, soprattutto in Liguria, Lombardia e Piemonte.
E’ molto contaminata?
Ho assimilato molto, la musica porta a una naturale integrazione. A scuola ero la ragazza di colore, ho comunicato il mio mondo. Vengo dal funky e dal soul. Adoro Marvin Gaye. Amo Billie Hollyday e Amy Winehouse.
Scrive in inglese, soprattutto.
L’italiano non è una lingua facile, l’inglese grammaticalmente lo è di più.
Studi?
Ho fatto il classico e ho incontrato insegnanti che mi hanno spinto a esplorare il linguaggio. L’impatto iniziale non è stato facile, mia madre ancora oggi fa fatica con la consecutio.
E’ fan di Sanremo?
Lo seguo da quando ho deciso di fare la cantate. Mi sento onorata di farne parte. Ho scelto “Ritornerai” perché c’è un bel fraseggio soprattutto del ritornello, racconta un sentimento femminile, forza e fragilità, il messaggio è di un amante che deve essere trainante e non terzo incomodo.
Si scrive la sua musica?
Mi faccio aiutare nei testi italiani. Scrivo di solito in inglese, quindi mi serve un appoggio.
Cosa si aspetta dal Festival?
Da anni suono col mio gruppo, a noi interessa suonare il più possibile. Spero che sia una vetrina sufficiente per uscire dalle tre regioni e farlo di mestiere. Voglio andare da mio padre e dirgli: sono una musicista.
Quando non fa musica, che fa?
Amo leggere e viaggiare. Con mia sorella spariamo periodicamente per qualche giorno e andiamo in giro per il mondo. Lei si chiama Ramona, vive a Parigi e ha 23 anni. E’ stonata ma disegna benissimo. Studia alla Sorbona e studia lingue così mi aiuterà nelle traduzioni dei miei testi.
Pronta per il mercato estero?
Sto scrivendo anche in inglese, c’è sempre una doppia versione delle mie canzoni. Non è letterale lavoro sul significato.
Se non avesse fatto l’artista?
Avrei studiato lettere antiche o lingue per capire come funzionano le culture diverse. La lingua italiana è il risultato di tanti dialetti. Potrei essere un topo di biblioteca!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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