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Miguel Bosè, tra “Amo” e Panama la storia di un curioso per natura

Miguel Bosè non è semplicemente un cantante, attore e autore, ma è il manifesto vivente della cultura degli ultimi quaranta anni. L’artista  torna con Amo, album di inediti che continua il percorso intrapreso negli ultimi anni e con cui celebra la sua caratteristica più forte: l’estrema curiosità. Contiene brani in lingua inglese, italiana e spagnola. L’album è un concentrato di pop, suoni spagnoli e testi profondi, possibili solo per chi ha respirato cultura e arte conoscendo Pablo Picasso ed Ernest Hemigway, grandi amici di sua madre. Oggi Miguel si è trasferito a Panama per stare più vicino ai quattro figli, grande gioia della vita. Lo abbiamo incontrato e intervistato.

Miguel Bosè

Miguel Bosè

di Matteo Rossini

Una nuova vita a Panama?
Sono andato a vivere a Panama perché la maggior parte del mio mercato è in America e per dieci/undici mesi all’anno sto lì. Il fatto principale è che ora ho i bambini e già dopo dieci giorni che non li vedo, soffro come un matto, quindi ho deciso di trasferirmi a Panama, in questo modo posso tornare a casa più spesso. Panama è una città ben collegata con tutte le province e c’è lo stesso fuso orario. A quest’età i bambini crescono velocemente, dopo dieci giorni sono già cambiati, non posso perdermi la loro crescita e ho dovuto trovare una soluzione pratica.
E sua madre?
Mia mamma si è trasferita a Panama, adora stare con i bambini. Dopo tutto quello che ha fatto nella sua vita, è giunto il momento di fare la nonna. Adora stare a Panama, è una città in cui è estate tutto l’anno, quindi un posto che va benissimo per una donna come lei.
Amo segna la nascita di un nuovo Bosè?
No, il Bosè di oggi è quello nato nel 1985, il Bosè autore. Nel 1982 proposi un nuovo lavoro che mi fece perdere completamente tutto quello che avevo fatto. Col disco Milano-Madrid, chiamato Made in Spain nella versione spagnola, proposi due repertori diversi: la versione italiana con undici brani e la versione spagnola con dodici canzoni. Quel disco mi fece entrare in una crisi tanto profonda da voler abbandonare la musica. Il pubblico italiano si sentì tradito, anche se nel mercato spagnolo funzionò tantissimo. L’Italia, quando ama uno stile, le costa accettare un cambiamento.
Amo parla ovviamente dell’amore?
C’è di tutto, dalla conoscenza all’amore. Amo tutto quello che so, che non so, che intuisco. Amo è dedicato a uno dei tratti più forti della mia personalità: la curiosità insaziabile. Amo la conoscenza e tutti gli elementi che mi hanno preso da quando avevo otto anni. Amo la curiosità e il continuo indagare, fin da piccolo sono stato così, mi nascondevo sotto le coperte con la torcia per leggere i libri.
Oggi cosa legge?
Leggo soprattutto cose che mi mandano, ma molto spesso sono noiose. Non è vero che i ragazzi non leggono, i giovani di oggi non leggono più la carta, ma leggono sui tablet, sui computer.
Il suo passato è unico, non a tutti è capitato di sedersi sulle gambe di Picasso, la sua curiosità deriva anche da questo? Dal suo bagaglio culturale?
Secondo me viene dal fatto che non c’era la tv e il mondo era in bianco e nero, c’era la necessità di trovare un mondo in cui scappare e nella mia casa c’era una biblioteca. La letteratura era un esercizio quasi “dannato”, mia madre aveva una biblioteca interessante. Mia madre viene dal cinema, mentre mio padre non sapeva neanche scrivere, ma era molto saggio. Quindi, una somma di tante cose.
Puo dire di aver raggiunto tutto?
No, c’è sempre lavoro da fare, c’è molto da migliorare.
Sanremo?
Sanremo non lo conosco benissimo, ma sembra che cambi a seconda della direzione artistica e visto che ho un nuovo album appena uscito sarebbe fantastico, ma mi hanno detto che quest’anno si preferiscono le rock band, io non sono rock e non sono una band. Comunque da parte mia c’è disponibilità assoluta.
Nuovi duetti?
Ora respiro un po’, credo che mi rimangano davvero pochissimi artisti con cui collaborare. Ho fatto tantissimi duetti. In futuro farò cose con altri.
Tour?
Partirà in Messico il 10 maggio, poi si viene in Europa e li ci sarà la possibilità di venire in Italia, si chiuderà in America nel settembre 2016.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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