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Irit Dekel & Eldad Zitrin, da Israele con Fellini nella cuore

Irit Dekel & Eldad Zitrin sono un talentuoso duo israeliano, in questi giorni in Italia per due esibizioni live: ieri alla Casa del Jazz di Roma e stasera al Blue Note di Milano. La coppia si conosce in occasione dell’album di debutto di Irit, ma la forte alchimia instauratasi tra i due trasforma la collaborazione in un progetto di più ampio respiro. La voce di Irit si amalgama alla perfezione con le tastiere di Eldad dando vita a un mix di folk e pop che strizza l’occhio al passato. “Last of Songs” è un album composto da dodici cover di brani anni de gli anni ’30, ’40 e ’50, scelti personalmente dai due artisti. Irit e Eldad sono molto più di due cantanti emergenti, i ragazzi hanno alle spalle una lunga carriera e tanta esperienza. Abbiamo intervistato Irit ed Eldad per conoscerli più a fondo.

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di Matteo Rossini

Dove vi siete incontrati? Chi ha proposto all’altro di collaborare?
Irit: Ci ha presentati un amico in comune nell’agosto del 2011. In quel momento stavo lavorando all’idea di prendere i suoni classici del mondo del jazz per dargli una seconda vita. Ero alla ricerca di un partner per questo progetto e ho trovato Eldad. Al primo incontro siamo subito entrati in sintonia, abbiamo capito che tra di noi c’era grande complicità. Abbiamo immediatamente iniziato a lavorare insieme.
Eldad: In realtà quest’album è nato come un normale progetto tra cantante e produttore, ma durate il processo di registrazione Irit ha suggerito di realizzare un “project album” e non un “singer” album. Quella proposta mi ha spiazzato, mi ci è voluto un po’ per accettare, ora sono davvero contento di aver detto di sì e aver realizzato “Last of Songs”.
La vostra musica è così originale e unica, ma allo stesso tempo pop e contemporanea, avete mai pensato di andare all’Eurovision Song Contest per ottenere grande impatto mediatico?
Prima di tutto, grazie mille! La risposta è no, non abbiamo mai pensato di andare all’Eurovision Song Contest, in questo momento stiamo concentrando tutte le nostre forze per far conoscere la nostra musica in giro per il mondo e speriamo di ottenere popolarità lavorando duro e continuando a credere in noi stessi e nella nostra musica.
Come avete scelto le canzoni dell’album?
Siamo partiti con l’individuare più di trenta brani, poi abbiamo deciso che l’album avrebbe dovuto rendere omaggio alla musica americana degli anni ’30, ’40 e ’50. In seguito abbiamo ridotto a dodici i brani e iniziato a registrare partendo dal piano, strumenti a corde e percussioni.
Cosa volete comunicare con questo lavoro?
Vogliamo che le persone ascoltino le nostre interpretazioni e comprendano che questo è il nostro tributo a un certo tipo di musica. Speriamo ovviamente di avere anche l’opportunità di svegliare cuori e orecchie addormentati. Crediamo che il compito della musica sia proprio svegliare.
C’è una canzone dell’album che vi rappresenta più delle altre?
No, ogni canzone è per noi cara, amiamo tutto l’album come fosse un’unica cosa, possiamo onestamente dire che l’intero album è un ritratto di noi stessi.
Avete girato un video per dieci canzoni dell’album, perché questa scelta?
Abbiamo realizzato un video per dieci brani su dodici dando a ognuna di queste canzoni una connotazione visiva, ogni video è stato girato in una location diversa e i nostri richiami provengono dalla cultura realistica italiana, da Fellini a De Sica, e dalle atmosfere israeliane degli anni ’70. Abbiamo voluto fare qualcosa di nuovo unendo media diversi.
Quali sono le vostre influenze musicali?
Irit: Bjork, Nick Drake, Liza Minnelli, Nina Simone, Beth Gibbons, Jethro Tull, Kate Bush, Joni Mitchell, Grace Jones, Elton John, The Doors, Natacha Atlas, Billie Holiday, Thelonious Monk.
Eldad: Peter Gabriel, Sting, Bach, Donald Fagen, Tori Amos, Johnny Cash, Michel Petrucciani, Stromae, Michael Brecker, Brad Mehldau, Joe Henderson.
Vorreste collaborare con altri artisti? Chi?
Sì, lo abbiamo già fatto nell’album con artisti fantastici. In futuro ci piacerebbe collaborare con quelli già citati, tra cui Beth Gibbons, Sia, Bette Midler, Bjork, Alanis Morissette, Natacha Atlas, Leonard Cohen, Sting, Peter Gabriel. Ci fermiamo, altrimenti la lista sarebbe infinita.
Progetti futuri?
In questo momento stiamo concentrando tutte le nostre energie in questo primo album anche se il nostro sguardo è già al secondo.
Avete qualche idea?
Sì, abbiamo delle idee, ma in questo momento di promozione, non abbiamo proprio tempo per pensarci. Lavoreremo per nuova musica, ma questo lo teniamo per la prossima intervista.

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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