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Una Malika Ayane “Naif” a Sanremo 2015

Malika Ayane vola a Sanremo con Adesso e qui (nostalgico presente) e un nuovo progetto, che si intitola Naif e che è nato tra Milano, Parigi e Berlino. Ecco l’intervista a poche ore dalla sua partenza per Sanremo.

Malika Ayane

Malika Ayane

Malika cosa racconta Naif?
Dieci canzoni basate su storie che ho vissuto.
A Festival porta Adesso e qui (nostalgico presente).
Racconta di persone che sanno di avere solo pochi momenti per vivere il loro tempo insieme, è un invito a godersi di più il presente. Le racconto un aneddoto?
Volentieri.
Mio marito mi racconta che da giovane pensava di lavorare come un matto per poi raccogliere quel che aveva seminato ma nel nostro lavoro non è così automatico e dunque in Naif fermo i momenti.
Si assapora di più la quotidianità.
Prendiamo un concerto: quando sei sul palco vivi la dimensione live, rivedere le fotografie a casa il giorno dopo è già un’altra cosa, un altro momento.
Si diverte ancora a fare questo lavoro.
Eccome e mi impongo di divertirmi il più possibile.
Naif è altra cosa rispetto al precedente Ricreazione.
La Ricreazione ha chiuso un percorso, con Naif ne parte un altro.
Come è Naif? Oltreché affascinante e splendidamente opulento intendo.
Non è rivoluzionario ma è meno banale di altri dischi: racconto il mio vissuto.
Pronta per l’Ariston?
Non è la prima volta. E’ un palco importante da dove puoi far giungere un messaggio a persone che non ti conoscono, far loro capire i buoni sentimenti.
Tour?
Arriverà con calma e con i miei tempi ora c’è Sanremo e poi giro l’Italia presentandolo in un po’ di librerie Feltrinelli.
E’ felice?
Eccome. Vado a Sanremo e lì ho la possibilità di fare innamorare la gente di una canzone o un progetto. Ho realizzato il disco che volevo. La Sugar è una etichetta indipendente e ce la vediamo con tante major…insomma va bene.
Una paura?
Sono tornati i gradini sul palco dell’Ariston e dunque speroche i tacchi non mi facciano strani scherzi.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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