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I corpi estranei di Stelio Gicca Palli

Ha iniziato a far musica oltre quarant’anni fa con il suo compagno di banco delle elementari Edoardo De Angelis. Poco dopo, la scelta di abbandonare la musica e dedicarsi a quello per cui aveva studiato: la Giurisprudenza. A dicembre 2014 ha pubblicato il suo primo disco da solista, Corpi Estranei- Vol. I, dieci brani in cui racconta storie di città, mogli, mariti e amanti e ci svela che ci sarà il seguito. Abbiamo intervistato Stelio Gicca Palli.

Stelio Gicca Palli

Stelio Gicca Palli

di Milly Abrusci

Dopo il successo di Lella ha deciso di abbandonare il duo Edoardo e Stelio. Come mai questa decisione?
Eravamo partiti con delle grandi speranze e un forte entusiasmo, Lella era stata definita la canzone più bella del Cantagiro, ma poi fu censurata. I discografici ci chiesero di iniziare a fare altro. A quel punto è arrivata la delusione. Io già iniziavo a fare il Procuratore Legale, ricevetti un’offerta in uno studio internazionale che Corleone avrebbe definito “un’offerta che non si può rifiutare”, e mi sono buttato nella professione che è stata assolutamente assorbente. A quel punto, ho dovuto lasciar stare, salvo continuare la mia passione musicale nel mio intimo.
Se non ci fossero stati problemi di censura con Lella, avrebbe continuato a far musica?
Sì, avrei continuato tranquillamente perché mi piaceva tanto. Avevamo creato un genere diverso da quello che si faceva all’epoca. Qualcosa d’innovativo che poteva essere molto gratificante. Edoardo ha continuato e ha avuto una vita probabilmente più divertente della mia perché la vita dell’avvocato è sicuramente gratificante da un lato, ma lo show business è il più bello del mondo.
Si è mai pentito?
Ogni tanto mi rodeva un po’, infatti, ho piantato la professione forense prima dei termini canonici e mi sono ributtato sulla musica.
A dicembre è uscito Corpi Estranei- Vol I. Che cosa l’ha spinto a pubblicare un album dopo così tanto tempo?
La voglia di esserci, di tornare e di dire delle cose che mi andava di raccontare. Non è un album d’amore, parla dei fatti che succedono e poiché io ne ho visti parecchi, avevo voglia di raccontarli.
Che effetto le ha fatto tornare in sala di registrazione?
Un effetto bello. Si ringiovanisce.
Corpi estranei – Vol. I, significa che ci sarà una seconda parte?
Sì, quelle famose esperienze vanno a sfociare in una ventina di canzoni che sto facendo. Ne ho scritte già tre, sto componendo la quarta, alla quinta ci ho pensato e delle altre ho in mente solo i temi. Entro l’anno credo di entrare in sala di registrazione.
I testi del disco sono stati scritti nel corso di questi anni?
Alcuni brani sono vecchie esperienze e quindi sono stati scritti tempo fa, altri sono molto più recenti. Per esempio, il primo brano, Piazza di Spagna, non è stato ispirato al film di Sorrentino, La Grande Bellezza. E’ stato scritto prima.
De Angelis ha definito Piazza di Spagna un brano meraviglioso.
Mi sembra esagerato, ma lo ringrazio. I complimenti si accettano sempre.
Ma è Posto la sua preferita (di De Angelis). E’ d’accordo?
Posto è molto recente, è dell’anno scorso, ed è anche una delle mie preferite. Mi piace molto. Pensi, è stata ispirata da una giurista abbastanza nota. Ho assistito a una sua conferenza e indossava queste scarpe rosso scuro-viola. E’ un omaggio a una donna forte.
A proposito di donne, Edoardo De Angelis cerca di evitare di cantare Lella. Lei, invece, in Corpi Estranei- Vol. I la ripropone.
Io l’ho rifatto per motivi musicali. Dall’inizio mi sono reso conto che mi piaceva fatta in un’altra maniera. L’ho riproposta perché Lella non è un omaggio a un omicidio, bensì la ripresa di un fatto. Io racconto la vita di tutti i giorni. Lella è la presa d’atto di un accaduto. Edoardo, ormai, era associato a quella canzone e adesso ha pubblicato un disco dedicato all’universo femminile, Non Ammazzate Anna, una presa di posizione contro la violenza sulle donne.
De Angelis ha in parte collaborato con lei in questo suo disco.
Quando ho deciso di rimettermi a fare musica l’ho contattato e gli ho chiesto aiuto. Lui mi è stato vicino e mi ha cercato i musicisti con i quali potessi suonare e mi ha consigliato. Poi ho voluto che facesse il contro canto di Lella e l’ho obbligato a fare la voce che facevo io quando cantavamo insieme.
Affetto, fiducia e stima tra di voi, non hanno risentito del suo allontanamento musicale.
Assolutamente, andavamo a scuola insieme.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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