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Sean Rowe e quella voce che riempie ogni spazio

La Salumeria della Musica di Milano ha ospitato Sean Rowe, per la prima volta in Italia nonostante le originali meridionali dei genitori. Il cantante americano si è esibito sul palco del locale milanese nella sua unica tappa italiana.

Sean Rowe alla Salumeria della Musica

Sean Rowe alla Salumeria della Musica

di Matteo Rossini

L’artista ha presentato live Madman, il suo ultimo album di inediti pubblicato a settembre per Anti Records. Il cantautore, barba lunga e voce profonda, è tutto ciò che c’è di più lontano dalla musica commerciale e dai ritmi che ascoltiamo ogni giorno alla radio. Sean è salito sul palco accompagnato solo dalla chitarra, piena di scotch come lo scudo insanguinato di un guerriero, simbolo di lotte, battaglie, vita vissuta e storie da raccontare. Il cantante si è detto emozionato per la sua prima apparizione in Italia, ma quel senso di smarrimento è velocemente volato via dopo il primo accordo.

Sean, esteticamente più simile a un vichingo che al cantante folk dell’immaginario collettivo, ha spiazzato con la sua voce calda e avvolgente in grado di permeare ogni singolo spazio del locale. Il suo timbro si è imposto con forza grazie anche all’armonica che ha lasciato inermi gli spettatori davanti alla sua melodia. Voce, chitarra e anima, tre sole cose che sono riuscite a scaldare i presenti. L’artista ha presentato i brani di Madman, tra cui il singolo omonimo, la bellissima Desiree, l’intensa Shine My Diamond Ring, My Little Man, canzone dedicata a suo figlio, e una cover di Bruce Springsteen, palesemente punto di riferimento per il cantautore americano.

L’atmosfera avvolgente del locale si è legata alla perfezione con l’anima folk, blues e a tratti quasi indie del cantante per un concerto scivolato via troppo in fretta e che con un solo bis non è riuscito a soddisfare la voglia di buona musica degli spettatori. Generalmente è difficile riempire una stanza solo con voce e chitarra, ma Sean è la riprova che è assolutamente fattibile, e per lui non è stato neanche difficile. Non sappiamo quale fosse il suo obiettivo, ma se dovesse esser stato quello di lasciare a bocca aperta, allora c’è riuscito pienamente. In conclusione, non resta che dire che Madman non è solo il titolo del suo ultimo album, ma anche colui che non si prende cinque minuti per ascoltare, e magari scoprire, un’artista straordinario.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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