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Fabrizio Moro, il Tour delle Girandole fa tappa a Bari

Si sarebbe dovuta svolgere il 20 marzo al Teatro Palazzo di Bari l’unica tappa pugliese del Tour delle Girandole di Fabrizio Moro, ma per motivi di salute è saltata ed è stata recuperata ieri sera. Un concerto puramente rock e folk che ha mandato in totale visibilio i tanti fan giunti da tutta la Puglia. Ha cantato tutte le canzoni del suo nuovo disco Via delle Girandole 10 e alcuni vecchi successi.

La cover di Acqua, singolo di Fabrizio Moro

La cover di Acqua, singolo di Fabrizio Moro

di Milly Abrusci

Il live è iniziato alle 21.30 con il suono del violino di Andrea Di Cesare sulle note di Buongiorno papà e le tante girandole colorate sventolate dal pubblico che hanno accolto, così, l’ingresso di Fabrizio Moro sul palco solo al primo ritornello. Una dedica molto speciale al papà che si focalizza sulla loro mancanza di comunicazione. A fine canzone ha tolto il cappello, l’ha baciato e l’ha alzato verso il cielo. Dopo questo momento intenso, ci ha pensato la rockeggiante Tu, dal testo profondo dedicato allo zio scomparso al quale era molto legato, a scaldare gli animi dei presenti. Se fino a quel momento Moro non aveva ancora imbracciato la sua chitarra, su Respiro non riesce a farne a meno, ma prima di farlo, sorseggia del vino bianco. Canta e suona, mentre tutti saltellano e battono le mani a ritmo di musica. Segue E’ solo amore, brano struggente in cui è il violino a fare da protagonista fino alla fine, quando incalza la batteria.

Luci puntate al centro, è il momento del benvenuto. Seduto a terra, saluta tutti: “Grazie d’essere venuti questa sera e scusate per il disagio dell’altra volta, ma mi ha preso male. Avevo 40 di febbre durante l’incontro alla Feltrinelli, sono stato a letto per quattro giorni. Vi dedico questo brindisi, stasera sono carico”.  Si alza e parte Io so tutto, dedicata a Giulio Andreotti, con immagini di tutti i politici con i quali l’Ex Presidente del Consiglio ha avuto a che fare nel corso della sua vita che scorrono sul video wall alle sue spalle. L’immagine finale è lo stemma “Libertas Democratica Cristiana”. Lascia di nuovo la chitarra, raccoglie un’enorme girandola lanciata da un fan sul palco e inizia L’illusione, in cui parla del rapporto finito con la sua compagna. Segue Alessandra sarà sempre più bella, dedicata alla sua amica d’infanzia. Tutti sotto il palco a cantare questa bellissima canzone mentre lui sventola la sua felpa nera e la lancia in aria continuando a incitare il pubblico a seguirlo con il battito delle mani. Un bacio lanciato in aria a fine esibizione per ricordare la sua amica. Tornano tutti al posto, lui si siede a terra accanto al chitarrista Marco Marini per iniziare Sei andata via, ma ci sono problemi con un cavo e ciò provoca delle interferenze. Si blocca, intrattiene gli spettatori con qualche chiacchiera, nell’attesa che il guasto venga risolto, e riparte. I fan non lo mollano nemmeno durante L’eternità.
Arriva il momento del tuffo nel passato con la versione acustica e ridotta di Eppure mi hai cambiato la vita, Libero, Pensa e Non importa. E’ il pubblico che fa da padrone su queste canzoni, sono i fan che cantano a squarciagola questi grandissimi successi. Posa la chitarra Moro, chiede scusa se toglie la roba che gli lanciano sul palco, ma spiega di avere paura di cadere, e introduce Sono solo parole, canzone regalata alla leonessa Noemi.

La band torna a occupare la scena, una semplice e bellissima intro di piano, anticipa Acqua. Immagini degli scontri negli stadi, striscioni e foto di Gabriele Sandri (il tifoso ucciso durante gli scontri tra i tifosi laziali e quelli juventini), scorrono sul display. Applausi in sala per questo momento molto emozionante, pochi secondi e inizia La partita, in cui si affronta il tema della violenza intorno all’ambiente delle tifoserie. Fabrizio sventola il tricolore e tutti raggiungono il palco per ballare insieme alla band. Dopo essersi scatenato, si ferma un attimo, si avvicina alle tastiere di Claudio Bielli, gli stampa un bacio sulle labbra al sapore di quel vino bianco che l’ha accompagnato all’inizio di ogni canzone e riprende con I remember You, un ritratto dolce amaro dell’America, per continuare con Un’altra canzone, Ciao zi, brano esclusivamente strumentale, e Parole rumori e giorni, che chiude il concerto prima del bis. Ed è proprio durante quest’ultima canzone che il cantautore romano solleva l’asta del microfono e la rivolge verso il suo pubblico. Ringrazia tutti, band compresa, e va via.

I fan partono con i cori che lo incitano a uscire di nuovo. Non si fa attendere molto, torna cantando L’inizio e Sono come sono. Non ce la fa più, stoppa Bielli: “Aspetta, sono vecchio. Fammi riprendere fiato. Faccio un brindisi a Bari e spero di rivedervi tutti quanti molto presto”. Spara le ultime emozioni con Il vecchio e Babbo Natale Esiste, canzone che fa impazzire letteralmente tutti quanti.  Il concerto questa volta è finito davvero, Fabrizio riprende la girandola che gli avevano regalato poco prima, la bacia e la lancia verso il pubblico. I saluti finali sono con tutta la band al centro del palco e con un inchino. “Grazie Bari”. Due ore sono volate, la bella musica in Italia c’è, le belle voci anche. Fabrizio Moro, con il suo graffiato colpisce ancora.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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