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Variabilis Ensemble, un debutto straordinario

Tutti poco più che ventenni, ma già con diverse esperienze e riconoscimenti importanti, i Variabilis Ensemble si chiamano in questo modo perché la loro musica da camera ha diverse formazioni: parte dal trio e arriva a sette elementi, a seconda del programma.

Variabilis Ensemble

Variabilis Ensemble

di Milly Abrusci

Hanno frequentato quasi tutti il Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari e alcuni hanno continuato la formazione a Bruxelles facendosi conoscere e apprezzare anche in terra straniera. Loro sono: Alessio Montenegro, tromba; Leopoldine Neyens, pianoforte; Dario Palmisano, violino; Marco Clarizio, violoncello; Alessio Campanozzi, contrabbasso; Marilisa Maselli, flauto; Francesca Chiarullo, clarinetto. Da ottobre parteciperanno a diversi concorsi di musica da camera, in Italia e all’estero, per incrementare la loro visibilità e poi, a novembre, saranno protagonisti del concerto della Banca Monte dei Paschi del Belgio.

Il 18 aprile hanno debuttato nella sala C. Colafemmina del Palazzo De Mari di Acquaviva delle Fonti, in provincia di Bari. L’evento è stato organizzato dall’Associazione Permanente di Solidarietà la quale, oltre a sostenere moralmente ed economicamente bambini e giovani, fino al compimento della maggiore età, appartenenti a famiglie bisognose ed affetti da gravi patologie organiche, promuove la diffusione della cultura della solidarietà mediante iniziative mirate ad una raccolta fondi. Per iniziare, hanno scelto il movimento Allegro con brio della composizione Trio op 1 n°3 in Do minore (1793-1795), di L.V. Beethoven. A suonare sono stati il violino di Palmisano, il pianoforte della Neyens e il violoncello di Clarizio. Il tempo necessario per ricompattarsi e sono passati alle musiche di P. Hindemith, precisamente alla composizione Drei Stucke fur 5 Instrumente (1925): Scherzando, Langsame Achtel e Lebhafte Halbe. In questo caso, oltre al violino e al pianoforte, si sono aggiunti il clarinetto, la tromba e il contrabbasso. Per concludere, hanno suonato insieme tutti e sette gli elementi e, per farlo, hanno scelto Septet No.2 “Military”, Op. 114 (1829) di J.K. Hummel: Allegro con brio, Adagio, Minuetto e Finale Vivace. Dopo aver ringraziato i presenti con un inchino e aver lasciato la scena, i Variabilis Ensemble sono tornati per il bis, richiesto con un caloroso e scrosciante applauso. Per l’occasione, hanno ripetuto una piccola parte dell’Allegro con brio della composizione Septet No.2 Military”, Op. 114.

Si sono esibiti prima in trio, poi in quintetto e poi in un settetto per sottolineare il nome e la versatilità dell’insieme. La scelta dei compositori e dei brani è stata fatta affinché il tutto si confacesse alle loro esigenze, poiché formazione cameristica non propriamente convenzionale (basti pensare alla rarità con la quale s’incontra la tromba nella scrittura cameristica). Non c’era un direttore d’orchestra, il tempo se lo davano da soli guardandosi negli occhi o con impercettibili movimenti con la testa di Palmisano e/o della Neyens, unici elementi presenti per tutte quante le esibizioni. Prima di raccogliere i loro strumenti e abbandonare definitivamente la scena, entusiasti, hanno ringraziato tutti quanti per l’affetto mostrato.  Il debutto di questo nuovo complesso musicale ha superato tutte le aspettative. La sala era gremita di gente che ha seguito il concerto con molto interesse, apprezzando l’esibizione eccellente dei promettenti ragazzi.  I Variabilis Ensemble sono giovani, talentuosi e ambiziosi e meritano davvero tanto successo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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