0

Le opinioni da clown di Giangilberto Monti

La storia dei clown in musica e parole è la storia dell’umanità, è la storia di ognuno di noi. Ne ha fatto un disco e uno spettacolo musical-teatrale Giangilberto Monti, scrittore e chansonnier, figura di riferimento da metà degli anni Settanta. Ecco l’intervista.

Giangilberto Monti

Giangilberto Monti

Monti che disco è Opinioni da clown?
Un disco da cantautore e un concept in quanto l’album è solo una parte del progetto.
Dove vuole arrivare?
Racconto il clown per eccellenza e getto ponti su altre forme d’arte, ma tutte ruotano sulla sua figura.
In Stephen King il clown è la paura.
Ha mille sfumature, la sua maschera è stata anche usata a sproposito.
Per lei cosa è?
Io racconta tramite lui la società che ci circonda. E’ anche la cattiva coscienza di molti. Magari anche la mia.
Come si svolge il suo narrare?
Per metafore. Canta con leggerezza quello che ci circonda. Sa perché il clown piace un po’ a tutti?
No.
Perché è difficile ottenere la purezza della risata, che è salvezza.
Lei faceva l’artista a 360à quando in Italia nessuno si azzardava.
Ci penso ogni tanto. Mi sento un po’ apripista. L’artista deve sperimentare e non adagiarsi, contaminazione e curiosità sono alla base della mia arte.
Molti giovani partecipano ai suoi spettacoli.
E’ bello. Mi sento un po’ un professore e spero di essere visto come un esempio di linearità e coerenza.
Che vorrebbe fare oggi?
Televisione. Ma non vedo spazi.
Come la mettiamo?
Che mi chiameranno loro ma un domani quando mi resterà poco da vivere!

 

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *