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Rudeejay tra Supermash e DJ set per il concerto di Jovanotti a Firenze

Rudeejay è uno dei più interessanti DJ del panorama dance italiano che il prossimo 5 luglio aprirà il concerto di Jovanotti allo Stadio Artemio Franchi di Firenze. E’ bolognese e la sua passione è nata consumando il cd della Deejay Parade di Albertino. Lo abbiamo intervistato.

Rudeejay

Rudeejay

di Milly Abrusci

DJ set di apertura del concerto di Jovanotti, com’è nata questa collaborazione?
Ero già in contatto con Lorenzo da diverso tempo, poi a gennaio ho realizzato un mash-up (l’unione di più tracce che compongono una canzone inedita) di “Sabato”, il successo del momento di “Lorenzo 2015 CC.“, che nel mio circuito ha funzionato molto bene (se consideriamo che il video su YouTube conta quasi centomila visualizzazioni) e questo ha fatto sì che Lorenzo si convincesse a farmi partecipare, insieme ad altri DJ emergenti, all’apertura di un suo concerto.
Il suo turno sarà il 5 luglio, a Firenze. Una delle date più importanti per Jovanotti.
Esatto, sono previste circa sessantacinquemila presenze. Credo di non essere all’altezza, sono terrorizzato. Ringrazio Lorenzo per la fiducia e spero di ripagarla nel miglior modo possibile. Sono molto felice perché una delle date del tour passerà anche per Bologna, la mia città natale, quindi per me è doppiamente entusiasmante potermi esibire giocando “fuori casa”. Sono molto stimolato perché suonare nella mia città sarebbe stato scontato e banale, sempre nei limiti di un evento di tale caratura.
Come si sta preparando all’evento?
In verità, non mi sto preparando. E’ sempre stata una mia filosofia, anche per gli eventi passati della mia carriera. Sono sempre stato uno di quei DJ che non si prepara mai nulla prima. Ho i miei dischi, so cosa andrò a mettere, ma il modo in cui andranno proposte le cose le scelgo solo ed esclusivamente quando mi trovo sul posto. Quindi, anche per il 5 luglio manterrò questo mio modo di lavorare.
Non sa cosa suonerà in quell’occasione?
Assolutamente no. Sicuramente la versione che ho fatto di “Sabato” non la proporrò, così come qualsiasi altra canzone di Lorenzo. Mi baserò a come verrò lasciato prima, perché sarò preceduto dall’esibizione di Salmo che accompagna
Lorenzo in tutte le tappe di questo tour.
Quanto durerà la sua esibizione?
Io dovrei esibirmi dalle 20:00 alle 20:40, poi ci saranno venti minuti di silenzio religioso prima dell’inizio del concerto che è previsto per le 21:00.
Da poco è uscito il suo singolo, “Supermash”.
Sì. E’ un brano pensato soprattutto per i club, per la discoteca e per la pista da ballo perché il cuore pulsante della mia attività parte di lì. In passato, quando si decideva di realizzare singoli a mio nome, cercavo sempre la canzone piuttosto che la pista da ballo, ma mi sono reso conto che è una filosofia che, se fai musica dance indipendente come faccio io, è un po’ una gara persa in partenza perché devi scontrarti con le pop star internazionali che fanno produzioni che, oramai, sono dance e, soprattutto in Italia, devi scontrarti con delle “mafiette” che in discoteca non arrivano. In “Supermash” ho cercato qualcosa che fosse il pane quotidiano del mio pubblico, che non è quello delle radio, bensì delle discoteche.
Il video è molto particolare?
E’ un’idea che è venuta a me mentre realizzavamo la canzone. Abbiamo cercato di realizzare un video tributo alla SimCity e ai fumetti realizzati da Frank Miller e, attraverso quello stile, abbiamo cercato di creare la storia del nostro Supermash che è ricercato dalla polizia per disturbo alla quiete pubblica. Il finale è inaspettato perché la rivalità si trasforma in amicizia e in una voglia di fare festa.
E’ lei Supermash?
In realtà no, io sono un uomo che sta molto dietro le quinte, non mi piace l’autoproclamazione, soprattutto nei video. Lo trovo molto controproducente.
Sabato 27 giugno sarà tra gli headliner della Molo Street Parade a Rimini.
E’ molto stimolante perché è un evento completamente a sé stante in cui ti confronti con target di tutte le età, da quello che è lì di passaggio a quello che viene diretto per ascoltarti. Questo sarà il mio terzo anno e ho degli splendidi ricordi della Molo Street Parade.
Altre date importanti da segnare?
A fine luglio sarò a Reggio Calabra al Divino Festival, un festival molto importante di musica elettronica; mentre, il 10 agosto all’evento notturno del Papeete Beach di Milano Marittima che viene fatto sulla spiaggia. Poi ci saranno delle date all’estero: tornerò in Croazia, sull’isola di Pag, a Zcer beach, alla discoteca Noa. Sarà un’estate piena di date e di nuove grandi emozioni.
C’è differenza tra il pubblico italiano e quello straniero?
C’è grande differenza. A me è capitato di lavorare diverse volte in Austria e lì devi partire convincendo il pubblico del tuo prodotto; in Italia c’è molto più calore, ma una cosa che non mi piace è l’organizzazione di diverse strutture in cui, molte volte, ho dovuto arrangiarmi e dover badare a me stesso dall’inizio alla fine della serata. All’estero c’è una vera e propria cura per l’ospite.
Come si mixa in maniera originale un brano?
Cercando sempre una cosa che non sia stata fatta da qualcun altro prima e seguendo molto l’istinto che, ovviamente, si appoggia a tanti anni di musica, di ascolto e di cultura.
Quando ha iniziato questo lavoro?
Per la prima gavetta, a casa, a quattordici anni; mentre, la mia prima volta in discoteca è stata il 21 dicembre 2002 e ne avevo sedici. Di lì, è stata un’escalation con tantissima gavetta e tanti anni da DJ di aperture e chiusure di concerti.
La serata più emozionante?
Il ferragosto del 2006 al Papeete Beach di Milano Marittima davanti a trentamila persone.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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