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Per Alice “L’amore non è niente”.

Alice Spinelli, in arte Alice, dopo un anno di tournée al fianco di Gianni Morandi, con l’aiuto degli autori e arrangiatori Giulio Iozzi e Alessandro Secci, il 15 giugno è uscita con l’album L’amore non è niente. Ce ne ha parlato.

Alice Spinelli sulla cover di

Alice Spinelli sulla cover di “L’amore non è niente”

di Milly Abrusci

Ha da poco concluso una collaborazione con Gianni Morandi. Com’è nato il vostro incontro?
Tutto è nato grazie alla mia conoscenza con Diego Calvetti, produttore artistico dell’ultimo album di Gianni Morandi “Solo insieme saremo felici”. Tramite lui, ho avuto modo di conoscerlo e la fortuna di poter partecipare come corista all’incisione del disco di Morandi. Poco dopo, sono stata ricontattata per seguirlo anche in tournée in Italia e in Russia.
Com’è stato lavorare con lui?
E’ stata una scuola soprattutto umana e morale e poi una bellissima esperienza che mi ha regalato tante emozioni. Stare accanto a lui, una persona molto umile che ogni giorno ti insegna qualcosa in più, mi ha regalato la forza, la volontà e la voglia di andare avanti. E’ davvero una grandissima persona.
Qual è l’insegnamento più prezioso che crede le possa essere più utile?
E’ riuscito a farmi capire che la cosa più importante è cantare con il cuore. Morandi appartiene alla “vecchia scuola” in cui è fondamentale emozionare cantando con il cuore. Anche durante le prove lui ci teneva tantissimo affinché tutto fosse perfetto e affinché noi sapessimo perfettamente quello che stavamo cantando. Lui dà molta importanza alle parole.
Dopo l’esperienza con Morandi, ha provato ad entrare a The Voice of Italy. Delusa?
La delusione fa parte del gioco, dal momento in cui decidi di partecipare a un programma del genere, quindi è normale. Io sono stata contenta perché sono arrivata fino alla blind audition ed è stata una bella soddisfazione per me e per la mia famiglia che crede molto in me. La delusione c’è stata perché ero ad un passo e a quel punto inizi a pensare a quale potrebbe essere il tuo futuro se riuscissi ad andare avanti, ma nonostante questo dopo qualche giorno, mi sono rasserenata e l’ho presa come un gioco che rifarei.
C’è stato qualche commento da parte dei coach che le ha dato particolarmente fastidio?
Sì, devo dire anche il nome del coach?
Se vuole, sì.
Francesco Facchinetti. Ha dato un suo giudizio, legittimo, sul mio modo di cantare che si accostava non troppo alla particolarità, ma alla monotonia. Questo mi ha dato molto fastidio perché la cosa fondamentale, quando uno canta come me da tanti anni, è di riuscire ad avere “qualcosa in più”, considerando che siamo davvero tanti, e quindi cercare quel qualcosa che ti faccia emergere. Sentirmi dire che ero più o meno classificata come tanti altri e che non avevo nessuna particolarità mi ha un po’ deluso e ferito perché non credo sia vero.
Magari se queste parole le avesse pronunciate suo padre, che canta da una vita, le avrebbe accettate di più.
Assolutamente, ed invece proprio Roby è stato molto ragionevole.
Dopo questa capitolo è andata avanti facendo uscire l’album “L’amore non è niente”. Ce ne parla?
E’ un disco al quale sono particolarmente legata perché è un sogno che si realizza. A 26 anni, avere la fortuna di pubblicare un album di inediti con nove pezzi all’interno, non è da tutti. Ne vado molto orgogliosa e fiera anche perché ci sono produttori e autori (Alessandro Secci e Giulio Iozzi) che hanno creduto in me fin dall’inizio e quindi mi hanno aiutata e supportata a realizzare questo progetto che per ora ci sta regalando davvero tante soddisfazioni.
Quindi i testi non sono autobiografici.
In alcuni pezzi ho messo anche qualcosa di mio, mi riferisco al testo perché la musica l’hanno scritta interamente loro.
Ha pensato di partecipare a Sanremo?
Sì e sarei ipocrita se dicessi che non è una cosa che mi piacerebbe fare. Ci abbiamo pensato tutti insieme e magari ci proveremo. Sarebbe una bellissima esperienza anche solo l’iscrizione.

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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