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Portugnol Connection – Dans La Rue: buono sempre ma soprattutto il lunedì

Attenzione! Questo album scuote i lunedì! Non lo dico io, è stampato sul retro del primo album dei Portugnol Connection: Dans La Rue.

Portugnol Connection

Portugnol Connection

di Giovanni Nahmias

Ma lo sottoscrivo e aggiungo che scuote discretamente anche il resto della settimana!
I PC sono sette allegri milanesi, sette musicisti, sette amici che vengono dal futuro. Anche se la musica che suonano è un felice impasto di tante tradizioni (e di tante regioni) diverse, italiane, inglesi, giamaicane…
Il loro disco d’esordio è dedicato alla strada e di strada ne hanno fatta negli ultimi anni, soprattutto facendo musica su tanti palchi, anche internazionali.
Infatti il disco suona maturo, funziona, coinvolge, ha già tante cose da dire.
Sulla copertina c’è Mr. Balloon che corre via. Chi è Mr. Balloon?
In realtà si chiama Elio, ha un palloncino al posto della testa ed è una brava persona che si sente a disagio nei riti e nei ritmi ripetitivi della vita in città (abitata da uomini cactus). La sua storia è raccontata nel bel video della title track. Mr. Balloon cerca di sopravvivere, poi cambia prospettiva e semplicemente… si libera.
Dans La Rue è il primo pezzo del disco ed è un inno alla libertà. Da conquistare anche ribellandosi. Il ritornello è cantato in coro e il ballo incontenibile che alimenta è un’ottima metafora del ‘muoversi insieme’.
Muoversi per salire sul carro della rivoluzione, ma anche per scendere da un treno (strada ferrata) come l’Orient Express, popolato da persone strane. Dopo un necessario elogio alla follia (Madness) che parte reggae, poi cambia marcia e diventa ska, arriva una deliziosa versione di Mackie Messer, perfetta nell’album. Chango è un ritratto latino, in ossequio alla metà espagnola della parola (e dell’anima) Portugnol. Il viaggio continua nella notte, alla luce della luna e stimolato dal vento (La luna e il vento). Molto divertente Konfucio Roads che cita nel testo anche i Ramones e i Clash, tra gli ispiratori del gruppo, che nelle note ringrazia anche Bob Marley e Mano Negra, Fabrizio De Andrè e Giorgio Gaber, tutti solidi riferimenti, piacevolmente riconoscibili anche in Poder Mestizo e Il Dislivello.
Dans La Rue non è l’unico ‘inno’ contenuto nel disco: ce n’è un altro di ispirazione baudeleriana dedicato al vino “nettare di verità” che infonde ilarità.
Come la musica dei PC, che diverte e cerca di trasmettere un punto di vista virtuoso, positivo, autentico. Questa è la loro missione (come ci spiegano sul loro sito).
Sì perché i PC vengono da futuro per indicarci la ‘strada’ giusta.
E per far passare il messaggio hanno scelto una musica che metta d’accordo tutti, che ha accenti di rock, cadenze folk, gli ingredienti del reggae e il sapore dello ska.
La suonano maledettamente bene e stare fermi è irresistibile.
E quando vedo mio figlio di quattro anni ballare come un matto penso che la loro missione sia compiuta.
(Ehi! Sono riuscito a non utilizzare mai la parola patchanka! … oh no!)

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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