0

La notte dei desideri di Jovanotti negli stadi finisce a Bari

Si è concluso giovedì 31 luglio a Bari, allo Stadio della Vittoria, il tour record di Jovanotti che ha visto un totale di 500 mila spettatori nei suoi tredici concerti sparsi in tutta Italia. “Lorenzo negli stadi 2015” è stato sicuramente il tour più spettacolare della carriera del rapper toscano. Una lunga scaletta composta da ventinove canzoni tra vecchi successi e nuove hit dell’estate, costumi eccentrici ed effetti speciali.

Jovanotti in concerto

Jovanotti in concerto (foto di Domingo Nardulli)

di Milly Abrusci

Il concerto inizia alle 21.30 con un filmato tra Ritorno al Futuro e Blade Runner, ambientato nel 2184: “Abbiamo talmente messo tutto a posto che non c’è più niente da sbagliare. L’ordine ha ucciso le anime. E’ tutto così giusto, così sano e nessuno si gode più un cazzo. Ora nessuno canta più urlando, nessuno ride più dicendo Sei stonato!”. Sono queste le parole pronunciate da Ornella Muti vestita da Dea dell’Universo mentre affida a Lorenzo il compito di riportare indietro le lancette del tempo, prima che sia troppo tardi. Successivamente, sullo schermo a forma di fulmine (come il gigantesco palco) riflettono le immagini del pubblico seguite da quelle di Jovanotti che dà il via al concerto. Un boato degno della vittoria dei mondiali accoglie il cantante, vestito con pantaloni argentati e una canotta nera coperta da un’armatura, che parte subito con Penso positivo, Tutto acceso e Attaccami la spina, durante la quale cambia giacca indossandone una rossa. Lorenzo è scatenato: corre, salta e canta contemporaneamente senza perdere mai il ritmo. Il pubblico, in visibilio, lo segue battendo le mani e saltellando sul proprio posto. Lo stadio è gremito di gente che non sa più dove accomodarsi.  Si torna all’ultimo album (che occupa ancora le prime posizioni delle classifiche e che si è aggiudicato tre dischi di platino) con L’Alba, accompagnato da un bellissimo filmato che ritrae una famiglia di gorilla. Tutto si veste di blu e dallo schermo riflettono le immagini di catastrofi naturali e di esplosioni. E’ il momento di Una scintilla seguita da Sabato e Il più grande spettacolo dopo il Bing Bang, canzoni che mandano in totale delirio tutti i presenti.
Un concerto per niente scontato, dalla diversità del pubblico agli outifit della band e di Lorenzo, dalla scaletta ai video e alle immagini che riflettono sul videowall.
“Bella Bari! Che belli che siete! Grazie d’essere venuti!”

Lorenzo negli stadi

Lorenzo negli stadi (foto di Domingo Nardulli)

Il momento romantico inizia proprio con Bella, dell’album L’Albero del 1997. Tra un cambio d’abito e l‘altro, un filmato mostra Lorenzo mentre interroga una sorta di Siri: “Qual è la distanza tra cuore e cervello?”. La risposta, dopo alcuni tentativi fuorvianti, è lapidaria: “Non si può mettere ordine nell’amore”. E via con Stella cometa e Ora. Luci spente. A illuminare lo stadio ci pensano i flash dei numerosi cellulari, l’atmosfera cambia di colpo per Fango. Forse è proprio questo il primo momento emozionante della serata. Lorenzo è fermo, rimane per tutto il tempo accanto alla sua band. “Sono stato nel futuro ed era più incasinato di adesso, però ho incontrato un tipo interessante, di mille anni o forse di sedici, che mi ha detto: “Stasera non lasciare la tua bocca senza baci”. Anticipa così Il mondo è tuo e nel finale si stende a terra, fa la bicicletta, si rialza e improvvisa il moonwalk (famoso passo di danza utilizzato da Michael Jackson in diverse coreografie) per poi passare alla salsa. Unico medley della scaletta è Non mi annoio, Falla girare, La scienza, la bellezza e Tanto tanto tanto seguito dalla travolgente L’ombelico del mondo, dalle attualissime Musica e L’estate addosso e, per finire, Estate. Si torna al momento emozionale. Sullo schermo, una mano disegna e racconta un dialogo tra una scimmia e una bambina che termina con: “Ci vediamo su Saturno”. Il pubblico canta all’unisono Le tasche piene di sassi, mentre le luci spente fanno spostare l’attenzione dei presenti sul grande fulmine che riflette l’immagine di Lorenzo vestito con un completo nero reso interessante da numerosi disegni di diversi pianeti. La commozione è tanta, Lorenzo manda un bacio in cielo a fine esibizione e uno scrosciante e intenso applauso accompagna questo momento di forte pathos che continua con L’Astronauta. Un divertente filmato con Carlo Conti e Saturnino, che simulano la finale del gioco L’Eredità, introduce Serenata rap e spezza il momento emozionale precedente che continua con Come musica. “Facciamo un frullato: un po’ di romanticheria e un po’ balliamo e ci scateniamo”.

Tutto L‘amore che ho, La notte dei desideri e Tensione evolutiva trasformano lo Stadio della Vittoria in una discoteca all’aperto. Lorenzo ringrazia uno a uno i componenti della numerosa band e poi spara le ultime cartucce prima del bis: Mezzogiorno e Ragazzo fortunato. Dagli spalti non si vede più, è sceso dal palco per raggiungere i fan che occupano le prime file del prato. Passa loro il microfono, li bacia e li abbraccia. Torna su e va via insieme alla band.
Il pubblico lo acclama, vuole ancora ascoltare qualche canzone e Lorenzo non si fa desiderare troppo. Rientra e intona A te accompagnata da una bellissima e improvvisata coreografia di luci che parte dal prato e che finisce al punto più alto delle tribune. Il caldo è esagerato, Lorenzo si versa una bottiglietta d’acqua in testa mandando in tilt il sistema del microfono, ma continua a cantare chiedendo a tutti di aiutarlo durante Gli Immortali. Torna tra il pubblico, la sicurezza lo tiene dalle gambe mentre lui si scatena a ridosso delle transenne. Il concerto termina con Ti porto via con me. Per quest’ultima indossa un mantello da supereroe. Lorenzo ringrazia gli oltre 200 ragazzi che l’hanno accompagnato in questo lungo e trionfale tour, la moglie e i figli che l’hanno seguito in tutte le città e poi il pubblico che ha reso il tutto ancora più spettacolare.  Le luci si accendono, Jovanotti e i suoi musicisti salutano gli spettatori, camminando da una parte all’altra del palco sulle note de L’estate addosso. Si torna a casa e ci si rivede nei palasport per un nuovo spettacolo che coinvolgerà l’Italia e non solo.

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *