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Remo Anzovino, il pianista del lago

Oltre 1.000 persone sono accorse per assistere alla strepitosa performance del pianista compositore Remo Anzovino, penultimo appuntamento del No Borders Music Festival 2015.

Remo Anzovino sul lago di Fusine

Remo Anzovino sul lago di Fusine

La Direzione Artistica del No Borders ha scelto il pianista compositore pordenonese per l’atteso concerto, in una delle cornici naturali più incantevoli del Friuli Venezia Giulia che non ospitava esibizioni da oltre cinque anni (le ultime due a cura di Paolo Conte e Mario Biondi), ritenendo la sua musica una delle migliori e massime espressioni della filosofia del festival, in grado di superare qualsiasi confine, sia esso linguistico, etnico, sociale e culturale. Oltre 1.000 persone da Italia, Austria, Slovenia e i turisti che in questo fine settimana hanno gremito l’intera Valcanale sono saliti a Fusine per ammirare uno spettacolo davvero unico, che entra di diritto nella storia di una delle più celebri e apprezzate rassegne musicali del Nordest. Anzovino ha proposto il meglio del suo repertorio spaziando tra i 4 album in studio e proponendo anche due inediti, che hanno subito catturato l’attento e silenzioso pubblico. Interminabile l’applauso al termine dell’esecuzione di “Suite for Vajont (9 ottobre 1963)” che ha commosso tutti gli spettatori, assiepati davanti, dietro e ai lati del palco. Sulle note latineggianti di “Metropolitan” il pubblico si è alzato in piedi per applaudire a ritmo di musica e ballare ed è rimasto in piedi anche per l’ultimo brano, l’immancabile Tabù, che ha dato il via a un’altra interminabile standing ovation. Dopo questo nuovo successo, che bissa quello di Udine a inizio luglio per il concerto del Risveglio alle 7.30 del mattino in piazza San Giorgio e quello ai celebri festival di Mariano Comense e Tuscia, Anzovino ritorna ora in studio a ultimare il suo quinto album di inediti, in uscita nel 2016, a più di quattro anni dall’ultimo Viaggiatore Immobile.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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