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Meraviglioso Modugno, Giovanni Caccamo racconta il “suo” Mimmo

Polignano a Mare celebra il suo cittadino (forse) più illustre e lo fa il 28 agosto con una serata speciale, Meraviglioso Modugno 2015, alla quale partecipano Piero Pelù, Nina Zilli, Diodato, Niccolò Fabi con GnuQuartet, Ornella Vanoni e Giovanni Caccamo, vincitore dell’ultimo Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte. Un talento vero, guardato a vista dalla Sugar di Caterina Caselli: è proprio l’artista di Modica che ci racconta chi è oggi Modugno e cosa rappresenta per le nuove generazioni.

Giovanni Caccamo

Giovanni Caccamo

Giovanni i primi ricordi di Modugno?
Lo ho ascoltato molto perché avevo un vinile in casa: lui, Bach, Phil Collins e Cristina D’avena erano i più gettonati. Uno strano mix, vero?
Direi di sì. Che sta facendo?
Vivo un periodo in cui sto cercando di individuare la mia strada 2.0, sto lavorando al secondo album, quello che succederà a “Qui per te”, e dunque sono andato rivedere con più attenzione la veste degli album di questi grandi cantautori.
Chi sono secondo lei?
Ne cito qualcuno, l’elenco risulterebbe lungo: Tenco, De Andrè, Dalla, Fossati e tutto l’album “Ora” di Jovanotti.
Eppure in Italia si tende a guardare all’estero, soprattutto i giovani.
Noi siamo apprezzati più per melodie e testi che per i suoni, sono poche le realtà che si sono distinte per una veste sonora. Prendiamo Battisti: ha creato hit pazzesche con una chitarra e pure qualche stonatura, ma aveva una chitarra talmente potente e testi così incisivi che non serviva altro.
Oggi stiamo dimenticando artisti come Modugno.
Purtroppo è così. Tendiamo più a emulare l’estero e ciò appiattisce il panorama. Sono contento di essere parte di questa Meraviglioso Modugno 2015 proprio perché si valorizza un artista immenso.
Magari prende spunti per il nuovo disco.
A me piacerebbe fare un album con belle canzoni. Ora ho 24/25 pezzi e li sto vestendo con piano e voce. Se reggono così sopra ci puoi aggiungere più livelli e il brano reggerà.
Si celebrano anche i 60 anni di “Vecchio Frack”.
E’ una delle canzoni che più mi ha stregato. E’ un incrocio tra un brano da cantastorie e una canzone vera e propria, è come un quadro dipinto. Cui va aggiunto il modo di cantare molto teatrale.
Le sue canzoni preferite di Modugno?
“Nel blu dipinto di blu”, “Vecchio Frack”, “Meraviglioso”, “Piange il telefono” e “Piove”, che poi è quella che proporrò il 28 agosto a Polignano.
Duetti?
Ho uno splendido rapporto con Nina Zilli e Niccolò Fabi, ho già duettato con Ornella Vanoni: se nasce una bella alchimia pronto a improvvisare con loro!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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