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Gazzè-Maximilian quella strana coppia rock

Si intitola Maximilian il nuovo album di Max Gazzè e la domanda che tutti si fanno è: chi è ‘sto Maximilian? Ce lo spiega lui in questa intervista. Perché lo abbiamo incontrato per entrare nella magia di un disco che affascina fin dalle prime note.

Max Gazzé in tour

Max Gazzé in tour

di Carlotta Sorrentino

Chi è, dunque, Maximilian? Max Gazzè risponde parlando dell’apparizione di Maximilian mentre stava sperimentando nuove sonorità con sintetizzatori elettronici: “Non è un uomo né del passato né del futuro, ma di un presente diverso, di un’altra dimensione>. Per comprendere l’album e lo pseudonimo con il quale farà album di musica elettronica, partiamo dalla copertina dove Gazzè indossa abiti rinascimentali che d’anno l’idea di passato, in un’ambientazione che si può definire futurista, questo perché Maximilian è contemporaneamente passato presente e futuro: “Questo disco non contiene solo musica che va ascoltata, ma musica che va “vissuta” in ogni sua singola traccia. Partendo da Mille volte ancora, lettere da un padre al figlio, che spiega come l’amore tra padre e figlio sia una cosa metafisica, un rapporto che non va sottovalutato e non ci si deve adagiare ma va coltivato, alimentato e scoperto giorno per giorno: non posso amare e rapportarmi con mio figlio di 18 anni come quando ne aveva 2″.

Tutti i brani del disco sono orientati a un rispetto umano e al senso della vita come si vede in Mille volte ancora o in Teresa, brano che parla di chi “esasperato dalle tipiche dinamiche del rapporto di coppia appeso a un filo, è tentato dalle comodità adolescenziali del ritorno della vita con i propri genitori. Volete sapre chi è Teresa? Nessuno di preciso ma allo stesso tempo tutti, è un’ipotetica convivente, con un nome inventato”. Nella canzone Gazzé canta “Teresa senza offesa ce l’hai un cuore? E allora, va da se diglielo tu di rinunciare se non altro ormai perché non ti amo più! E poi sono tre mesi che convivo con i miei e quasi quasi adesso io ci resto! Non ti abbandonare…non ti lasciare andare…devi solo realizzare che un’amore inteso brucia presto e poi non c’è nessuno che cucina come i miei”.

Tutti i testi affrontano temi e argomenti seri presi con un sarcasmo che contraddistingue questo artista: “Si può essere seri senza essere seriosi e si può essere ironici senza essere pagliacci”. Questa ironia e l’attenzione alla parole sono la chiave che lo differenzia da molti altri cantautori attuali. Ammette lui stesso di dare una particolare importanza al suono delle parole perché “il testo deve essere già musica, cercando di creare un equilibrio tra testo e melodia che faccia risuonare le parole come fosse una filastrocca, facile per un bambino che la impara senza filtri ed emozionante per un’adulto che ne capisce il senso e si fa cullare da quelle parole”

.I brani sono composti con la collaborazione del fratello Francesco e di Tommaso Di Giulio (in “Disordine d’aprile”) e con la produzione esecutiva di Francesco Barbaro. Registrato e mixato a Roma e martirizzato a New York presso la Sterling Sound. I live che partiranno a febbraio hanno già un gran successo di vendite e l’attesissimo ritorno in concerto di Max Gazzè ha già fatto raddoppiare tutte le prima tappe del tour 2016 che inizia al palasport di Pescara il 30 gennaio 2016. Un album così importante va accompagnato al live al quale Max Gazzè e il suo staff stanno già lavorando, dalle scenografie alle parti visual, per rendere lo show unico e indimenticabile.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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