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Marco Masini vola su 25 anni di musica col “Cronologia Tour”

Dopo le tappe estive nelle piazze più suggestive d’Italia, Marco Masini è tornato nei teatri italiani. Lo abbiamo visto a Bari, davanti a un pubblico eterogeneo che ha applaudito il suo “Cronologia Tour”, concerto con cui il cantante toscano sta festeggiando i suoi 25 anni di carriera.

Marco Masini

Marco Masini

di Milly Abrusci

Oltre due ore sulle note di un quarto di secolo di successi a cominciare da “Che giorno è”, brano proposto all’ultimo Festival di Sanremo che ha aperto il set, e continuando con “Non è vero che l’amore cambia il mondo”, ultimo singolo in rotazione radiofonica. Masini ha dato il benvenuto solo dopo “Io non ci perdonerò”: “Buonasera a tutti e grazie d’essere venuti, mancavo da tempo da questa città. Con voi ripercorro un viaggio partito nel 1990: 25 anni sono tanti e il tempo è il nostro punto di riferimento. Tra le tante cose, mi piacerebbe camminare per strada e trovare la locandina di Francesco Nuti”. Dopodiché esegue “Sarà per te”, brano che l’attore e regista presentò a Sanremo nel 1988. Dopo l’omaggio al suo amico, Masini si siede al piano e interpreta “Io ti volevo” seguita da “Niente di importante”. Tra una canzone e l’altra sul videowall scorrono celebri frasi di Charles Dickens, Pablo Neruda, John Lennon e Paolo Borsellino, e proprio su una delle citazioni più famose del magistrato assassinato da cosa nostra, Marco canta “L’Italia” con un bellissimo tricolore alle sue spalle. La scaletta continua con “Il giardino delle api” cantata all’unisono con il pubblico.

Masini in concerto

Masini in concerto

Masini esce di scena per qualche secondo mentre la band continua a suonare le ultime note e al rientro spiega che fare un viaggio nel tempo è pericoloso perché si ritrovano anche vecchi amori che ci hanno fatto soffrire, ma nello stesso momento l’amore è importante perché senza di esso non potremmo vivere. Il discorso si conclude con una domanda, prima di cantare “E ti amo”: “Non sarà il tempo ad avere paura dell’amore?”. Prima di chiudere il primo blocco, Masini canta il brano che gli ha regalato la seconda vittoria al Festival di Sanremo nel 2004, “L’uomo volante”. Per il medley composto da “Raccontami di te”, “Fino a tutta a vita che c’è”, “L’amore sia con te” e “Principessa”, il cantautore toscano distribuisce dei cuscini sul palco sui quali sedersi con i componenti della band e una lanterna che simboleggia un piccolo falò. L’atmosfera è quella giusta per rivivere il suo passato e le serate in compagnia degli amici. Il secondo blocco fa decisamente infiammare il pubblico che, comunque, fino a quel momento era stato già molto carico. I brani sono quelli che lo hanno reso celebre come: “Bella stronza”, “Piccolo Chopin” (cantata solo al piano), “T’innamorerai”, Vaffanculo” (vero e proprio inno degli arrabbiati di sempre che vede tutto il pubblico in piedi e concentrato a ridosso del palco), “Malinconia”, “Ti vorrei”, “Cenerentola innamorata”, “Perché lo fai” (cantata senza musica e all’unisono con i fan), “Ci vorrebbe il mare” e “Caro babbo” che fa emozionare tutti. Masini ringrazia tutti, dalla produzione al fan club, dallo staff ai tecnici e ai presenti in sala. Dopo la presentazione della band composta da: Massimiliano Agati (batteria), Cesare Chiodo (basso), Antonio Iammarino (tastiere), Alessandro Magnalasche (chitarra elettrica e acustica) e Stefano Cerisoli (chitarra elettrica e acustica), conclude con la hit “Disperato”. Le luci si spengono, il palco rimane vuoto e il pubblico esorta il cantante a tornare per il bis. Non si fa attendere molto, Masini torna per “10 anni”. Le poltrone rimangono vuote, tutti sono ai suoi piedi. C’è chi gli consegna regali, chi gli scatta foto e chi lo saluta sfiorandogli la mano. Marco raduna tutta la band per l’inchino finale e una bella foto ricordo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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