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Noemi Tommasini, la trilogia dell’artista 2.0

Blues e funky e una gran voce. Oltre alla dimostrazione che oggi chi ha talento si ricama i suoi spazi e anche nel mainstream si può stare (molto) bene. Noemi Tommasini docet.

Noemi Tommasini (foto dai profili social)

Noemi Tommasini (foto dai profili social)

Emiliana di Castellerano, Noemi Tommasini dimostra come possa essere fluido il mondo della musica, se si possiedono capacità, talento, curiosità, desiderio di mettersi in gioco, incanto e disincanto. Lei si muove su tre progetti, i DejaBlues, i Charlie Shuffle e una idea acustica che oscilla tra Soul, Rock e Blues che detta così sembra una improbabile macedonia di stili, ma nel momento in cui si ascolta diventa un unicum armonico. I Charlie Shuffle nascono a Reggio nell’Emilia nel 2011 e definiscono la loro musica urban funky poiché unisce un groove moderno, urbano appunto, a un ritmo che è un caposaldo della storia della musica, il funky. Loro sono Paolo Burani, Alessandro Cupello, Tommaso Lodesani, Francesco Cupello, Elizangela Torricelli, Noemi Tommasini, Gabriele Fava, Daniele Nasi, Gabriele Genta, Gabriele Polimeni. Poi ci sono i Deja Blues che oltre alla voce di Noemi poggiano sulle chitarre di Riccardo Longagnani e Luca Porfido, le tastiere di Francesco Mantovani, il basso di Nicola Ibatici e la batteria di Gabriele Gozzi. Li accomuna la passione per il Blues, il Funky e il Soul e il loro punto di forza sono gli arrangiamenti che gli permettono di trovare vie di fuga originali da una strada maestra molto battuta. E infine la Tommasini corre anche da sola. Prototipo dell’artista moderno, un piccolo esempio di virtù e tenacia che rende ancora più speciale la sua voce.

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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