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“C’è una vita nuova” per Franco J. Marino

Franco J. Marino è un autore, compositore e interprete, nato a Napoli ma che da sempre vive a Roma, che opera nel panorama musicale nazionale e internazionale, collaborando con importanti artisti di fama mondiale. Con il suo nuovo EP “C’è una vita nuova”, che prende spunto dalla nascita di sua figlia, dopo anni in cui ha scritto per numerosi artisti internazionali ha deciso di iniziare un nuovo progetto cantautorale e lo fa con cinque brani, quattro inediti e uno scritto per Andrea Bocelli e reinterpretato da lui, il cui tema principale è l’amore. Lo abbiamo intervistato.

Franco J Marino

Franco J Marino

di Milly Abrusci

Che disco è “C’è una vita nuova”?
E’ un disco in cui racconto la ricerca e la riscoperta di alcuni valori abbandonati oggigiorno, cioè quelli spirituali che danno un senso alla vita. L’ispirazione c’è stata con la nascita di mia figlia, ma è un messaggio di forza, di speranza e di coraggio soprattutto per il periodo che stiamo vivendo.
Com’è cambiata la sua vita dopo la nascita di sua figlia, ha inciso sul suo modo di fare musica?
Sicuramente quando c’è una grande gioia, così come un grande dolore, per un artista significa molto perché sono sentimenti forti che ispirano a scrivere.
Tra i cinque brani c’è “Domani”, scritto per Andrea Bocelli. Come mai l’ha voluto inserire anche nel suo EP?
Questa romanza pop scritta insieme a Mauro Malavasi inizialmente si era pensato di affidarla a Morandi, ma io la sentivo più adatta a Bocelli. Gliela feci ascoltare e lui se n’è innamorò e decise di interpretarla e inserirla nel suo album. Io ho voluto riproporla perché da questo progetto in poi ho intenzione di esprimermi come cantautore, quindi è un brano molto importante perché mi ha indirizzato verso la strada giusta (artisticamente parlando). E’ un brano a cui tengo molto e l’ho voluto cantare dando la mia interpretazione, sperando di rispettare la performance di Bocelli. La mia versione è un po’ più pop, ma la radice è sempre la stessa.
Avendola scritta lei, sicuramente ha trasmesso il reale significato.
Cantandola ho espresso esattamente le mie emozioni, che sono diverse da quelle che ho provato quando l’ho scritta.
Cosa si prova a essere l’autore di artisti del calibro di Andrea Bocelli, Lucio Dalla, Nathan Pacheco e Petra Berger?
C’è una grande soddisfazione soprattutto perché ti misuri con artisti che hanno una personalità fortissima e il mondo intorno a loro è molto importante. E’ un po’ come un esame che ti porta a spingere e vedere fin dove puoi arrivare, è costruttivo e ti aiuta a crescere.
Tra scrivere, comporre e interpretare cosa preferisce?
Essere autore ti regala tante soddisfazioni, ma non quanto essere un cantautore perché solo lì vedi la gente davanti a te che ti ascolta e ti apprezza. E’ quella l’emozione più grande. Comunicare è la cosa più importante e solo l’essere cantautore ti dà questa opportunità. Mi piace poco interpretare le cose di altri anche perché non è semplice.
La musica pop classic non è molto ascoltata in Italia, nonostante all’estero siamo conosciuti proprio per questo genere. Come mai?
Perché non viene dato lo spazio giusto, perché in Italia si è esterofili soprattutto nelle radio e la discografia fa il copia incolla di quello che va di più in quel momento, trascurando e recando un danno non indifferente alla cultura e alla musica italiana. In America vogliono Andrea Bocelli e non la copia della copia. Ultimamente Il Volo sta dimostrando che questo tipo di musica non è vero che non è apprezzata in Italia, a Sanremo hanno sbancato tutto, ma è pur vero che cantano canzoni già conosciute. Solo adesso stanno avendo successo, oserei dire quasi planetario, con pezzi inediti, ma hanno iniziato con brani napoletani stra conosciuti in America e nel resto del mondo. La differenza tra l’America e l’Italia è che mentre lì scelgono una nostra canzone e la cantano nella nostra lingua perché diversamente non renderebbe , noi scegliamo la copia della copia di quello che va al momento.
Quali sono i suoi prossimi impegni?
Stiamo facendo promozione e poi stiamo organizzando un tour che partirà dall’estero, per tutti i motivi che ci siamo detti prima, ma che poi arriverà anche in Italia perché io voglio cercare di difendere, nel mio piccolo, questo tipo di musica nel nostro Paese e mi sembrerebbe una contraddizione non cantare proprio qui.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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