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Prendere il largo col surf pop/rock dei Dupé

I Dupè sono una giovanissima band molto promettente nata dall’incontro del rock con il pop e il surf. Il gruppo è attualmente al lavoro al primo ep, ma grazie ai singoli “Passo dopo passo” e “Prendo il largo” abbiamo già potuto capire di che pasta sono fatti. Li abbiamo intervistati.

La cover di "Prendo i largo" dei Dupé

La cover di “Prendo i largo” dei Dupé

di Matteo Rossini

Quando e come nascono i Dupè? Qual è stata la vostra evoluzione artistica?
I Dupè nascono nell’estate del 2013 grazie a Stefano Paladini e Filippo Scandroglio. Abbiamo iniziato un percorso partendo dai gusti musicali che ci hanno accompagnato fin dall’adolescenza: dal rock dei Guns N’ Roses alla chitarra di Jimi Hendrix fino a sonorità più acustiche come Jack Jhonson e Donavon Frankenreiter, conosciuti grazie alla nostra passione per il surf. In questo momento stiamo esplorando sonorità che vanno ad abbracciare un po’ tutte le nostre influenze, non solo queste citate, continuando la nostra ricerca ed evoluzione artistica. Ci piace molto suonare parti strumentali, improvvisare dal vivo e raccontare storie attraverso i nostri testi in italiano.
Come vi definireste?
Jam rock perché significa fare un po’ quello di cui si ha voglia passando da genere a genere e mescolando suoni diversi alla ricerca di qualcosa di nuovo e divertente.
Quali sono le vostre principali influenze musicali?
La musica blues, rock, reggae e folk. Le nostre influenze derivano da Ben Harper, Jack Jhonson, Xavier Rudd e John Butler.
“Passo dopo passo” è quasi un inno alla calma e a godersi la vita, siete veramente così anche nella realtà?
Si, ci piace vivere in pieno relax e goderci la vita…quando è possibile! Siamo consapevoli del mondo che ci circonda e non siamo utopici, però ci piace fare quello che ci fa star bene. Il nostro sogno è vivere grazie alla nostra passione per la musica e stiamo lavorando molto duramente per raggiungere quest’obiettivo. Quindi sì, ci piace vivere in tranquillità, ma soprattutto chi non lo desidererebbe? In questo periodo storico non è molto facile. Nonostante le difficoltà della nostra società, cerchiamo sempre di trovare una via di fuga in cui rintanarci e star bene.
Com’è nato il video di “Passo dopo passo”?
“Passo dopo Passo” è una canzone nata un po’ per gioco in una serata a casa di amici, così come il video.
Siete al lavoro sul primo ep, cosa dobbiamo aspettarci?
Un sound ben distinguibile. Utilizzeremo strumenti come la chitarra Weissenborn e l’ukulele insieme a percussioni e tastiere. Il tutto sarà sostenuto da un’ottima parte ritmica. Sarà un lavoro nel quale cureremo molto gli arrangiamenti e le parti strumentali senza uscire dalla forma canzone.
I testi?
In Italiano.
Tre aggettivi per descrivere l’ep?
Suggestivo, caustico e rustico.
A oggi qual è stata la vostra più grande soddisfazione?
Quando siamo stati chiamati per aprire il concerto di Max Gazzè a Festambiente. Ci siamo esibiti su un palco davanti a quasi 4000 persone e siamo stati felicissimi di vedere gran parte del pubblico cantare i nostri brani.
Quali sono i vostri progetti futuri, oltre all’ep ovviamente?
Sicuramente continuare l’attività live e crescere ancora, ma soprattutto crearci un seguito di pubblico più grande che possa rispecchiarsi nei nostri brani.
Con chi vorreste collaborare in futuro?
Sarebbero troppi gli artisti con i quali ci piacerebbe lavorare. Siamo aperti a tutti i tipi di collaborazione, la curiosità e la voglia di arricchirci dal punto di vista musicale non mancano, quindi qualsiasi progetto preso nel modo giusto può darci nuovi input.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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