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I suoni “acrobati” di Daniele Silvestri

Acrobati è il titolo del nuovo album di Daniele Silvestri in uscita il 26 febbraio, un album straordinariamente ricco di contenuti e di musica, da cui emergono l’entusiasmo e l’urgenza creativa di Silvestri. Un sound potente, che spazia agilmente tra generi di musica diversi (dal rock al funky, dalla canzone d’autore all’elettronica). Tutta la lavorazione a questo disco è raccontata dallo stesso Daniele Silvestri nel Diario di Bordo”, visibile sul sito web www.danielesilvestri.it. Il tour partirà il 10 marzo a Genova e girerà a lungo per l’Italia. Lo abbiamo inctrato e intervistato.

Daniele Silvestri

Daniele Silvestri

di Carlotta Sorrentino

Nel disco ci sono varie collaborazioni come è nata quella con collaborazione con Caperezza?
E’ da una vita che entrambi volevamo collaborare, mi sembrava di avere per le mani un giro strumentale adatto a Caparezza e ho pensato nessuno, meglio di lui per giocare può giocare con una parola, sale: il brano è La guerra del sale. Lui era perfetto. Io sono particolarmente felice di questa collaborazione.
Ci sono due canzoni con Diodato.
Sicuramente per una vicinanza nei fatti di questo disco. Le scelte con le persone con cui lavorare gravitano tutte intorno a un mondo in cui Antonio Diodato centra parecchio. Il suo intervento in questo disco è molto delicato, il suo è più un contributo d’anima. Non mi vengono in mente molte altre persone che lo avrebbero potuto sostituire.
Quanto parla di attualità Acrobati?
Ho cercato di evitare l’attualità però è comunque presente, ad esempio nella canzone Bio-boogie. Mi sento meno predisposto e con meno diritto di raccontare il presente anche per l’età che ho, 47 anni: quello che mi sembrava di poter fare alla mia età era quello di cercare di raccontare storie e mettere l’ascoltatore in un’identità più fanciullesca. E’ un disco più poetico che politico ma politico in maniera meno esplicita.
E’ il suo primo tour nei teatri come lo affronterà?
E’ stato deciso molto tempo prima di registrare il disco, ora a posteriori ho capito che è un’idea perfetta. Cercherò di coinvolgere gli spettatori e entusiasmarli con delle acrobazie e a un certo punto svelerò i tutti trucchi come alcuni maghi fanno, per svelare come nascono certe cose.
Certe sue canzoni sono difficili da ascoltare stando seduti in poltrona: come si dovrà comportare il pubblico?
Sto cercando di studiare lo spettacolo facendo si che a un certo punto ci si alzi.
Questo album nasce da appunti su un iPhone: che significa?
E’ stato registrato in presa diretta, non ci sono stati montaggi o studi sui brani in precedenza, ho lasciato molto all’improvvisazione. Si può dire che i brani sono stati creati negli studi di registrazione.
Ha parlato di un disco registrato live, le canzoni rimarranno tali o cambieranno con il tempo?
Sicuramente cambieranno ancora, ogni canzone dovrebbe cambiare di continuo. Già dal vivo prenderanno varie strade ancora. Alcune sono l’accenno di frasi ancora da esplorare.
E poi?
Stavo lavorando ad altre canzoni oltre a queste, è come se questo disco non fosse esaurito qui.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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