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Anastacia conquista Milano

Anastacia incanta Milano col suo Ultimate Collection Tour. C’eravamo e vi raccontiamo il fantastico live della popstar americana.

Anastacia

Anastacia

di Matteo Rossini

Forse il suo destino era già scritto alla nascita e non è un caso che il suo nome inizi proprio con lettera “A”, utilizzata spesso per indicare il principio dell’universo, oppure “A” come alieno per la sua voce soprannaturale, “A” come amore, quello che mette nella scrittura e anche “A” come alienante perché la sua musica ti rapisce e ti porta in uno spazio parallelo. Anastacia non è solo quella piccola donna, alta appena 1,65 m, che nel corso della sua vita ha venduto oltre 85 milioni di dischi superando l’abbandono del padre, due tumori al seno e operazioni importanti, Anastacia è la genesi della musica live, bella, potente e vera. Ieri sera l’artista ha calcato il palco del Teatro Linearciak di Milano in occasione della seconda tappa dell’Ultimate Collection Tour, la serie di concerti che nei prossimi mesi porterà la cantante di Chicago in giro per il mondo. Anastacia ha aperto la serata con la toccante Army of Me per poi lasciar spazio a tutti i suoi più grandi successi che l’hanno resa la regina dello sprock, termine utilizzato per indicare il genere che mescola soul, pop e rock.

Anastacia a Milano

Anastacia a Milano

La cantante ha talmente entusiasmato il pubblico che a metà del concerto i presenti si sono alzati in piedi per omaggiarla con una standing ovation da brividi. I momenti più toccanti sono sicuramente state le esibizioni di Heavy on my heart, scritta durante la prima battaglia contro il cancro, Stay, una preghiera d’amore per i suoi fan, e Welcome to my Truth, un canto liberatorio in cui l’artista ha dato tutta se stessa. Azzeccatissima anche la scelta di proporre alcuni brani dei primi album come You’ll never be alone e Paid my dues in cui l’artista ha mostrato tutta la sua estensione vocale. Insomma, Anastacia non ha infiammato Milano, l’ha proprio rasa al suolo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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