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#MENGONILIVE2016, in viaggio con Marco verso la musica siderale

Tu credi di pensare in grande e poi ti ritrovi davanti un pensiero ancora più grande. Grande quanto un palazzetto pieno. Che alza gli occhi verso la volta e vede Marco Mengoni che vola cantando Pronto a Correre. Parte con una collezione di sold out il #MENGONILIVE2016, che poi, sul finire dell’anno, andrà oltre confine, a visitare un po’ di Europa. Ecco il racconto della prima data, al Pala Alpitour di Torino.

Marco Mengoni a Torino

Marco Mengoni a Torino

Si inizia con Marco, dietro un muro a specchio che nasconde una gradinata. Si chicchiare, esprime la sua gioia, che diventerà pubblica alla fine, quando dopo Guerriero decide di tornare sul futuristico palco che gli ha creato Live Nation per ringraziare il suo esercito di tanto affetto e fare un omaggio a Prince, uno dei suoi punti di riferimento. Il concerto parte con Ti ho voluto bene veramente, Non me ne accorgo e Nemmeno un grammo: “Voglio togliermi subito le ansie, sono insicuro, sarò più spontaneo nella seconda parte…”.

Mengoni canta "Esseri umani"

Mengoni canta “Esseri umani”

Ma non è proprio così, è guizzante da subito, perché ha di fronte il suo Esercito e “sul palco ci sono i miei musicisti, i miei guerrieri”. Poi arrivano Resti indifferente, e i due schermi sembrano Versailles per i giochi d’acqua che mostrano, e Parole in circolo…e colpisce la frase Credo in chi ha perso la vita pur di non perdere le parole”. Poi c’è Esseri umani dove fa le prime prove di altitudine: la esegue su una poltrona sollevata di qualche metro dal palco. Continua con Ricorderai l’amore e Dove si vola con gli smathphone che vanno a ritmo grazie all’app esclusiva creata dallo staff di Marco.

Il volo di Marco

Il volo di Marco

E’ il momento di volare. Imbragato su appoggio mobile decolla dal palco, cantando Pronto a correre: “Sembro James Bond”, dice. Sull’isola posta al centro dell’arena, circondato dai fan, canta Ad occhi chiusi e urla ai fan “stasera tu hai scelto me”. Le trombe alzano il ritmo, precedono Solo, Mai e per sempre e In un giorno qualunque, durante la quale Marco si diverte ad ascoltare l’Esercito che diventa un solo, splendido coro. E’ il momento internazionale: Tonight, I got the fear (con tutta la squadra in fila, una vera unica superband) e Freedom che lascia cantare alle coriste e dedica alle donne: “La vostra libertà la avete attesa fin troppo a lungo”, urla.

Marco nel cuore dell'Esercito

Marco nel cuore dell’Esercito

Si va verso un finale scatenato: Non passerai, Solo due satelliti e i suoi giochi di ombre, L’Essenziale con una immagine finale che sembra l’onda perfetta e La valle dei Re. Una parola c’è lo mostra crooner, poi La Nostra estate e Io ti aspetto con una argentea esplosione di coriandoli. Ormai è una festa. Marco Mengoni è stupito…se lo aspettava ma forse non in modo così intenso: “Sapere che mesi fa tanta gente ha comprato un biglietto e magari ha dormito una notte in sacco a pelo per essere sotto il palco suscita grandi emozioni”. Un attimo di buio poi torna per Guerriero che dovrebbe essere il saluto al suo Esercito. Ma non riesce a essere rispettoso della scaletta e riappare con l’omaggio a Prince. Debelezze gradite da essere umano!

Marco Mengoni nel #MENGONILIVE2016

Marco Mengoni nel #MENGONILIVE2016

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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