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One Republic: “Il nuovo album sarà qualcosa di completamente diverso rispetto al passato”

Come si può iniziare un pezzo sui One Republic? Quali parole bisogna utilizzare per introdurre la band più popolare, famosa e di successo al mondo? Sinceramente non ne ho idea. Pochi giorni fa è uscito “Wherever I Go”, il nuovo attesissimo singolo del gruppo capitanato da Ryan Tedder. Il brano anticipa il nuovo disco di inediti che vedrà la luce nei prossimi mesi. Li abbiamo intervistati.

One Republic

One Republic

di Matteo Rossini

Il nuovo singolo “Wherever I go” canta di un amore ossessionato, corretto?
Si, è proprio così. La maggior parte delle canzoni che ascoltiamo alla radio parlano dell’amore tra un ragazzo e una ragazza, mentre le nostre canzoni cercano di raccontare le diverse sfumature dei sentimenti: dall’odio alla perdita, dall’innamoramento all’ossessione. “Wherever I go” è l’anticipazione perfetta del nuovo lavoro perché le persone ritrovano subito il nostro stile, ma poi scopriranno brani completamente diversi da tutto quello che abbiamo fatto fino a oggi.
In che senso?
A livello musicale. Quest’album sarà musicalmente differente perché siamo stati influenzati da generi come la disco italiana e francese degli anni ’90 e troverete canzoni con le quali poter ballare. Ci sarà anche un duetto con Peter Gabriel e una collaborazione con Pharrell Williams. Sarà il nostro album più divertente in assoluto.
Quando uscirà?
Nella tarda estate, intorno a ottobre. Ci saranno circa 15/16 canzoni.
Il video di “Wherever I Go” mostra un ragazzo coreano che impazzisce in ufficio, com’è nata l’idea?
Spesso quando scrivo le canzoni, mi immagino già il visual e come le parole potrebbero trasformarsi in immagini, non sempre funziona, ma per questa canzone sì. La maggior parte dei video americani mostrano letteralmente il testo della canzone, noi invece cerchiamo di rappresentare le parole. Per questo video mi sono immaginato immediatamente un uomo stanco della vita che un giorno impazzisce in ufficio.
È stato girato in Corea?
Inizialmente l’idea era proprio quella di girarlo in Corea ma purtroppo non abbiamo potuto farlo per le tempistiche degli shooting, originariamente volevamo realizzarlo a Tokyo.La vostra caratteristica principale sono i testi.
Per i One Republic le parole e la melodia sono la cosa più importante.
Quando ci sediamo per scrivere, non lo facciamo con lo scopo di creare una hit accattivante, ma esprimiamo semplicemente le nostre emozioni e cerchiamo di parlare alle persone attraverso i nostri testi. La cosa fondamentale è  sicuramente la melodia perché una canzone deve riuscire a connettersi con la cultura di stati diversi nei quali l’inglese non è la prima lingua. Non ci interessa avere brani forti e testi deboli, le nostre canzoni devono essere intelligenti e scavare a fondo.
Lei ha scritto i brani più famosi della musica pop degli ultimi dieci anni. Le canzoni scritte per gli altri artisti sono state fatte su misura?
Non sempre, dipende dagli artisti. Ad esempio i brani per Adele, Taylor Swift e gli U2 sono stati fatti ad hoc. Quando lavori con artisti di successo, non puoi semplicemente scrivere una canzone e dargliela. Ad esempio, ho lavorato a due brani del nuovo album di Alicia Keys, abbiamo ascoltato le canzoni e abbiamo fatto modifiche per cucirgliele addosso. Ovviamente capita anche che un artista ascolti un brano e ci si rispecchi immediatamente, ad esempio due anni fa abbiamo scritto “Burn” nel bus con il quale stavamo viaggiando per il nostro tour, Ellie Goulding ha ascoltato il pezzo e le è piaciuto immediatamente; due anni dopo la canzone era al numero uno nel mondo.
Qual è la ricetta per scrivere una canzone di successo?
Non c’è una ricetta, la scrittura si allena negli anni. Quando viaggiamo, ci guardiamo sempre attorno. La pratica e l’esperienza si ottengono negli anni. Bisogna ascoltare tanta musica, studiare le canzoni, fare attenzione alle melodie ed essere sempre pronti ad accogliere le novità. È importante essere completamente immersi in ogni forma d’arte.
Quindi si fa influenzare da forme d’arte diverse.
Mi piace andare nei musei e visitare luoghi differenti come vedere le città nelle quali andiamo per rimanere connessi con il mondo che ci circonda.
Il vostro sound sembra più europeo che americano.
Siamo molto proiettati verso la musica europea, il mio gruppo preferito sono i Phoenix e mi piacciono tantissimo anche i Gossip. La nostra estetica è molto più connessa al sound europeo che a quello americano. La musica europae è più eccitante di quella americana ma è anche vero che l’erba del vicino è sempre più verde (ride, ndr).
Il vostro pubblico è molto eterogene.
Abbiamo tante ragazze quanti ragazzi, tanti bambini quanti adulti. Non vogliamo ammiccare al pubblico giovane, vogliamo fare musica per tutti.
I vostri concerti sono spettacolari, come ci riuscite?
Facciamo tanti compiti a casa. Guardiamo i dvd degli show di artisti come Queen, Daft Punk, Peter Gabriel e U2, cerchiamo di prendere ispirazione dagli altri. Se una persona viene a un nostro concerto pagando 50 euro, poi quando esce deve pensare che ne sarebbe valsa la pensa anche se il biglietto fosse costato 100 euro.
Vi vedremo in Italia?
Si, nel 2017, non vedo l’ora!

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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