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Nesli si racconta in “Kill Karma”

“Kill Karma” è il nuovo album di Nesli, uno degli artisti più apprezzati e di talento del panorama musicale. Il disco, seconda tappa di una trilogia, è stato anticipato dal singolo “Equivale all’immenso”. “Kill Karma” è una toccante diapositiva di Francesco Tarducci oggi, l’abbiamo intervistato.

Nesli

Nesli

di Matteo Rossini

“Kill Karma” è il secondo capitolo di una trilogia…
Ho sempre scritto guardando attraverso gli occhi degli altri, questa volta ho scritto con i miei. La differenza rispetto al passato è che tutto quello che trovate nell’album è riconducibile a un preciso momento, istante o secondo della mia vita, questa è la mia storia. In passato ho sempre lasciato le canzoni aperte affinché il pubblico potesse dare la propria interpretazione, qui ho messo tutto me stesso. Nei precedenti dischi mi sono inflitto una non libertà, in questo caso no, dovevo farlo per me.
L’album arriva dopo il libro “Andrà tutto bene”.
Il libro ha rappresentato la tappa di un percorso ben preciso, ora il pubblico può unire tutti i puntini e avere il quadro completo del mio mondo. Ho già la visione del terzo disco che sarà estremamente visivo e un po’ fumettistico in cui non ci sarò io ma un alter ego che spara proprio a me. Nel terzo disco ci sarà chi ha ucciso Francesco Tarducci.
Quindi è molto presente anche sulla parte visiva.
Non avendo nulla da fare oltre il mio lavoro e non avendo passioni, trascorro il tempo a pensare, ho trasformato questa cosa in un lavoro. Mi piace immaginare cover e locandine, questa è la parte più divertente.
C’è un genere che la influenza particolarmente?
No, sono un animale selvaggio, la musica deve semplicemente emozionarmi, mi piace tutto ciò che è bello e mi fa appassionare, non c’è spartito che tenga.
Lo scorso anno è salito sul palco del Festival di Sanremo.
È stata la tappa di un percorso, ero tanto emozionato e avevo provato “Buona fortuna” soltanto sei volte in una sala prove. Lo sforzo è stato enorme, mi sentivo come con una botola sotto i piedi, tutti gli occhi addosso, un terrore assurdo. Ho dato tutto me stesso, quando ho letto le critiche negative, comunque sono stato molto orgoglio di me stesso.
Qual è la situazione musicale oggi?
Oggi il mercato è cambiato notevolmente e si pensa più a uscire con i singoli che a un album, ma tutto questo non porterà a nulla perché è come un falò che brucia con la benzina, bisogna creare qualcosa che abbia continuità altrimenti si tratta soltanto di una fumata veloce. Ora si pensa a pubblicare ogni mese un video su YouTube e a raggiungere un milione di views, ma non è così, bisogna mettere le radici, se un giorno YouTube dovesse scomparire? Cosa rimarrebbe di chi ha costruito qualcosa soltanto sul web?
Anche la società è cambiata molto.
I ragazzi di oggi parlano quattro lingue e girano il mondo, io non ho nemmeno il passaporto! Non basta viaggiare e pubblicare sempre le stesse foto su Instagram, non è importante stare in un posto, ma esserci. Ai giovani dico di non partire ma di costruirsi qui, se ce andassimo tutti, poi chi rimarrebbero? Soltanto le persone disilluse.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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