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Canta #LoveNight ma ama la mattina, è senza tempo la magia di Paola Iezzi

Camminare da sola non è stato facile, ma ora che ha preso il passo e il ritmo, ora che si muove con disinvoltura da un palco a un deejay set, Paola Iezzi ci ha conquistato in ogni sua performance. L’ultima si chiama LoveNight, un brano che ci accompagnerà per parecchi mesi, alla faccia di chi sostiene che i tormentoni appartengono a un’altra epoca. E’ vero, la discografia è cambiata, forse anche in peggio, ma chi ha la voce e una bella canzone il suo spazio lo trova. Eccome.

Paola Iezzi sul set del video di LoveNight

Paola Iezzi sul set del video di LoveNight


Paola come è nata LoveNight.

Quasi per caso a Londra, a casa di amici ho conosciuto Steve Anderson, un mito che ha collaborato con Leona Lewis e Kylie Minogue, per citare due nomi. Molti non conoscono il suo nome ma con simili biglietti da visita appena si presenta l’emozione sale.
Che è successo?
Abbiamo chiacchieriamo e deciso di fare qualcosa insieme. Poco dopo ho scritto LoveNight. E’ arrivata una mattina mentre ero seduta nel bar che frequento abitualmente. E’ arrivata dopo una notte di pensieri.
Un brano nato dall’insonnia.
In un certo senso ma quella sera è andata diversamente.
Ce lo racconta?
Ho fatto una notte brava.
Esistono ancora?
Per notte brava intendo che con un po’ di amici abbiamo girato per locali fino a tardi e quella situazione ha innescato una serie di riflessioni.
Che si sono tradotte in musica e parole.
Ero demoralizzata, ogni parola trasudava melanconia. I sentimenti gravavano su di me, sono i momenti in cui vorresti  mollare tutto….
...Ma poi il destino spariglia le carte.
Sei lì pronta a fare il salto ed ecco una scintilla riaccende la volontà di andare avanti. Non so dirle di che si tratta: orgoglio? Spirito di sopravvivenza? Non ho una risposta.
LoveNight cambia il corso della sua vita artistica?
Lo considero il mio primo vero progetto dopo la fine della collaborazione con mia sorella Chiara.
Ci pensa ogni tanto?
Certo. Resta mia sorella e abbiamo fatto cose importanti insieme. Quando ci siamo divise non è stato facile riassestarmi e imparare a ragionare da sola. Ora mi sento sicura.
Ama sempre la musica? Come una volta?
Ho dedicato la vita alla musica, fosse per me farei un disco l’anno.
Perché non ci prova?
Perché un progetto funzioni servono equilibri: fortuna, le radio che ti passano, le possibilità che ti danno…non dipende solo da me, dall’artista. E’ un momento storico di grandi mutazioni, ci sono tanti generi, la rete mastica e sputa.
Ha fatto un EP con varie versioni di LoveNight: perché?
Ho voluto darle più abiti, compreso uno acustico che aiuta a entrare nell’anima delle parole.
Si diverte a fare la deejay.
Tantissimo. Da tre anni mi diverto in consolle.
Sembra un’altra persona. Chi è davvero Paola Iezzi?
Nella vita sono sobria, dolce, educata, carina, mite poi salgo in consolle, esce la grinta, divento energetica, divento un super eroe. Accendere la musica mi pervade di energia.
Resta un senso di inquietudine.
La vita non è mai tranquilla. Ecco perché entrare in un club, seguirne i suoi ritmi è sinonimo di libertà.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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