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La tetralogia dei My Gravity Girls

I My Gravity Girls presentano un interessante progetto chiamato Irrelevant Pieces Tetralogy.  Una tetralogia quindi, ovvero un’opera composta da quattro opere distinte, chiamate “volumi”. Fisicamente si presentano infatti come quattro dischi separati, ma dal punto di vista concettuale si tratta di un lavoro unico, un solo romanzo musicale diviso in quattro capitoli.Il filo conduttore è la perdita e il senso di vuoto, di insicurezza che ne consegue.

My Gravity Girls

My Gravity Girls

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La band in questo modo ha voluto narrare una storia di perdita, amore, silenzio e speranza. Ogni volume è una tappa della vita e i quattro dischi rappresentano l’insieme delle sensazioni di tutti i componenti del gruppo, un modo per presentare se stessi e la propria musica al pubblico. Numerosi e diversi sono gli stati d’animo musicati: si va da una condizione di intimità fino alla voglia di gridare e buttare fuori tutto.Il Vol.1 apre la tetralogia ed è il capitolo decisamente più intimo, fatto di pensieri e ricordi chiari ma che stanno ormai svanendo. Per questo motivo gli arrangiamenti sono volutamente desolati con dei synth che fanno da elementi disturbatori di quegli stessi ricordi. Il Vol.2 è il capitolo della presa di coscienza ma anche quello della rabbia, degli incubi (“Desert Storm”), dell’ossessione (“Jeremiah”) e della follia. Si prosegue poi con il Vol.3 che aggiunge sogni e desideri che non si avvereranno mai. Qui il divario tra quiete e rabbia si fa molto forte e, a livello sonoro, è reso da un tono particolarmente esplosivo. Il quarto volume rappresenta la risoluzione di tutto, ma anche la desolazione lasciata dalla speranza che qualcosa possa ancora succedere. E’ la somma di tutto ciò che la band ha dovuto mettere in atto e vivere per dare alla luce “Irrelevant Pieces Tetralogy”. La speranza è uno dei temi fondamentali dell’opera e appare più evidente tra il secondo e il terzo volume: dopo la tempesta sonora che chiude il secondo disco arrivano il silenzio e l’apertura. La speranza permea tutti i volumi, la voce narrante non la perde mai. Tutto questo è narrato con un cantautorato pulito, maturo, evocativo di una certa malinconia e melodie che strizzano l’occhio a un alternative rock di matrice statunitense, creando però una propria identità musicale ben precisa. 

 
notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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