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Omar Pedrini, io e poi Giuliano Sangiorgi, Renzo Rubino, Beppe Carletti e Massimo Ghiacci: incontro col futuro

Non capita tutti i giorni di incontrare il futuro. O meglio: capita tutti i giorni di pensarci ma di trovarselo davanti, o a portata d’orecchio, è assai raro. E’ capitato a me e Omar Pedrini, al mio fianco tutta la sera, e altri quattro amici con i quali abbiamo chiacchierato al telefono, davanti a una platea di studenti, docenti e genitori dal cuore rock: Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers, Beppe Carletti dei Nomadi e Renzo Rubino. L’occasione è stata un incontro organizzato, a Cesano Maderno, dall’Istituto di Istruzione Superiore Iris Versari per parlare della musica al tempo del web.

Omar Pedrini, io e un po' di futuro

Omar Pedrini, io e un po’ di futuro

Omar è arrivato da Padova, tre ore di macchina, lui cuore d’oro, per incontrare i ragazzi del Iris Versari. Una chiesa sconsacrata, due studenti tra Bob Dylan e il metal a fare da delicata (e un po’ Prog) colonna sonora, e la voglia di raccontare che la musica è un flusso di molecole che si appoggia sulla nostra anima e la fa vivere. Omar è bravo a trasmettere emozioni ed emotività. La vita ha provato a sgambettarlo più volte, lui ha barcollato oltre e con la chitarra la ha domata. E ora pubblica il suo nuovo disco Come non ci fosse un domani. E andrà in tour. E sarà sempre lo Zio Rock. Parla ai ragazzi di musica elettronica e dell’Urlo di Allen Ginsberg, di Nanda Pivano e poesia…poi, al telefono, Omar ed io, chiacchieriamo con Beppe Carletti, storica anima dei Nomadi, che racconta quanto la musica sia cambiata in mezzo secolo, dalle balere alle trappole della rete. Cita Augusto Daolio, quanto ci manca, e ricorda che i ragazzi di Novellara hanno mille vite, sempre sono rinati, sempre hanno raccontato l’Italia. Dopo l’estate torneranno con un nuovo disco.

L'incontro nella chiesa sconsacrata

L’incontro nella chiesa sconsacrata

Restiamo in Emilia…il telefono squilla e dall’altra parte del filo c’è Massimo Ice Ghiacci dei Modena City Ramblers. Da poco usciti con l’album Mani come rami, a piedi radici, i MCR sono una delle band socialmente più impegnate. Insieme a Omar portano avanti una battaglia per salvare un quercia nel piacentino che poteri aridi vorrebbero abbattere per lasciare spazio a qualche opera viaria. Ci hanno fatto una canzone insieme e portano avanti un ideale. I MCR sono tra i pochi, oggi in Italia, che raccontano a chi è giovane adesso, per dirla col maestro Guccini, cosa sia stata la Lotta Partigiana e quanto, ancora oggi, gli siamo debitori. Nel nuovo lavoro di Massimo e soci c’è un featuring con i Calexico: un gemma preziosa.La serata popola questa chiesa sconsacrata, che il comune di Cesano Maderno ha mirabilmente trasformato in luogo di incontri, di parole e idee. Il bello delle collaborazioni dal vero e il brutto (ma anche l’opportunità) di quelle in mp3. La poetica di Dylan e De Gregori, i nuovi eroi del teatro canzone creato da Giorgio Gaber. Uno è Renzo Rubino, che ammiro, stimo e seguo dal suo primo Sanremo (fu scelto proprio da Omar Pedrini, in commissione ai tempi, che ha dimostrato ancora un fiuto speciale): il nuovo disco si intitola Il gelato dopo il mare ed è come sfogliare un album di fotografie. Ogni canzone una storia in musica. Il suo messaggio agli studenti, ai ragazzi che lo ascoltavano? Di non temere di affrontare la via più difficile, perché porta sempre a un risultato migliore. Credo che anche i grandi ne abbiamo fatto tema di riflessione.

Omar Pedrini, io e i due musici che ci hanno accompagnato

Omar Pedrini, io e i due musici che ci hanno accompagnato

Ultimo al telefono, perché in studio a lavorare sul nuovo disco, Giuliano Sangiorgi dei Negramaro: lo ho detto subito, negli ultimi dieci anni è il solo gruppo che ha segnato il tempo, che ha saputo affrontare il futuro mettendosi in gioco. E lui, Giuliano, cui andrebbe assegnata una laurea honoris causa come masterchef di primi piatti, ci ha raccontato un po’ della magia che ha saputo donare insieme ai suoi compagni di viaggio. Giuliano ha detto che ancora oggi ascolta i Timoria, la band di Omar Pedrini che negli anni Novanta ha rivoluzionato il rock in Italia, Omar ha ribattuto che era certo che loro avrebbero fatto un solco più profondo nella storia della musica italiana. Omar credo abbia ragione. Ma queste non sono sconfitte, questo è crescere. E Omar ed io, in quella serata di primavera fredda, umida e piovosa, abbiamo visto davanti a noi tante molecole di futuro. E i nostri amici Beppe, Massimo, Giuliano e Renzo spero lo abbiano percepito.

La locandina dell'incontro

La locandina dell’incontro

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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