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Arianna, la Mona Lisa di Will.I.Am: l’intervista

E’ finalmente su tutte le piattaforme digitali il brano Mona Lisa Smile di Will. I. Am. che ha scelto Arianna per duettare con lui nella versione italiana. Per il video della canzone troviamo Arianna nella parte di Mona Lisa, esposta a un Louvre che prende vita grazie a Jurkovac con l’aiuto del digital artist Pasha Shapiro e Igor Kovalik. Noi abbiamo incontrato Arianna per farci raccontare meglio l’avventura di questo featuring.

Arianna durante l'intervista

Arianna durante l’intervista

di Carlotta Sorrentino

Cosa ha pensato quando si è vista nel quadro di Monna Lisa? C’è un altro quadro che vorrebbe essere?
Mi piacerebbe essere la primavera di Botticelli, sono rimasta colpita da questo quadro quando da bambina lo visi agli Uffizi. La Mona Lisa è sicuramente un’icona per tutti e questo suo sorriso misterioso, questo essere androgina, incuriosisce e affascina.
Che motivazione vede in questa figura?
La tesi più plausibile, secondo me, è che questa matrona sorridesse perché era incinta ma non poteva dirlo. Quando ho scoperto questa storia appena prima del video, ero incinta anche io e non potevo dirlo, è stata un’emozione unica e questo sorriso”sornione” viene spontaneo.
Che effetto fa duettare con Will I Am in…italiano? Ci racconta l’emozione di realizzare un video al Louvre?
Inizialmente doveva essere solo un singolo, in seguito è venuta l’idea di fare questo video, che lui definisce po’ il progetto artistico della sua carriera. E’ sicuramente un video bellissimo, dietro c’è un anno e mezzo di lavoro per rendere questi quadri viventi. Grandissimo lavoro e grandissima genialità di Will I Am.
E duettare in modo virtuale con John Lennon come le è capitato in passato?
Devo sempre ringraziare Michael Jurkovac. Sono l’unica che canta nella propria lingua, questo mi ha emozionato molto perché mi mette un po’ fuori dal gruppo e dà prestigio al nostro paese
Un’altra sua collaborazione è con Il Volo: ce lo racconta?
Io ho lavorato con loro prima che in Italia raggiungessero questo successo. Sono un trio che fa sold out sempre. E’ stato bello vedere una idea italiana all’estero avere tutto questo successo. Un po’ com’è accaduto a me al Columbus Day. Essere li a rappresentare il mio paese è stato un grande onore, probabilmente ho più riconoscimenti li che in Italia. Non penso sia un problema degli artisti ma un problema dell’Italia, per me è il paese più bello al mondo ma come riesce l’Italia a sminuirsi è impressionante.
A gennaio 2016 ha cantato, insieme a Michael Bolton, per per Hilary Clinton: purtroppo non ha vinto, come ha vissuto la sconfitta e come si vive oggi in America?
La candidatura di Trump sembrava quasi uno scherzo, poi quando ha vinto siamo rimasti tutti un po’ annichiliti, chi lo ha votato sono state quelle persone che quando ci parlavi non diceva chiaramente per chi avrebbe votato, ma stava sul vago e non dava una risposta precisa. Lo hanno votato perché tutti avevano voglia di un cambiamento, però io non voglio mettere le mani avanti e non voglio giudicare prima del dovuto.
Quanto e cosa le manca dell’Italia?
La prima cosa che mi manca è il cibo, il gusto delle cose: la frutta negli Usa è perfetta ma poco saporita. Mi manca la solarità delle persone, noi italiani non viviamo per fare soldi, siamo più “de core”, negli Stati Uniti sono costretti a vivere per i soldi perché nessuno gli garantisce nulla, gli americani si svegliano alla mattina e devono rientrare la sera con la certezza di aver prodotto soldi. Se non hai soldi non sei tenuto a fare niente.
E’ previsto un tour italiano?
Prima dovrei fare un disco,ultimamente sono uscita con dei singoli, dopo il disco si vedrà. Il mio sogno è quello di rifare Sanremo.
Nella sua carriera ha collezionato duetti prestigiosissimi: ce ne è uno che le manca?
I miei miti canori sono personaggi che facevano musica un po’ di tempo fa, Barbara Streisand è uno dei miei miti. Una volta l’ho incontrata nella hall di un hotel e mi si è fermato il cuore.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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