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#Lamusicaèpiùforte di tutto, lo insegna Radio Italia…Live!

Una serata calda, quella di domenica 18 giugno, ma è stato soprattutto l’entusiasmo di quasi 25mila persone a scaldare Piazza Duomo nella serata di ieri: il concerto di Radio Italia anche quest’anno non ha deluso i fan della musica (non solo nazionale) che sono accorsi fin dalla mattinata nel cuore di Milano per godere dell’attesissimo live.

Radio Italia conquista (di nuovo) Piazza Duomo

Radio Italia conquista (di nuovo) Piazza Duomo

di Veruska Motta

Quest’anno l’evento (che per la prima volta il 30 giugno si ripete a Palermo) aveva fatto parlare di sé ben prima delle note iniziali, a causa del numero chiuso e delle ingenti misure di sicurezza imposte dai recenti fatti torinesi e dalle crescenti misure antiterrorismo applicate in tutti gli eventi di grande richiamo pubblico. Dalla chiusura della fermata Duomo della metro – che ha permesso di rendere meno caotico l’accesso ai mezzi pubblici – fino ai varchi con controlli predisposti già nelle vie limitrofe alla Piazza: nel tardo pomeriggio le file erano ordinate e ben gestite e a fine concerto la Piazza si è regolarmente svuotata in pochi minuti. Eppure le misure precauzionali non hanno reso la serata meno entusiasmante: non erano la paura e i sospetti a pervadere la folla, ma l’amore per le note e gli artisti che si sono esibiti; pubblico e cantanti hanno accolto in pieno il messaggio “la musica è più forte”.  Lo slogan ufficiale dell’evento era accompagnato dall’invito a indossare qualcosa di bianco: invito accolto da migliaia di persone e anche da numerosi artisti (Samuel è arrivato a scrivere in diretta lo “slogan” sulla camicia, poco prima dei suoi saluti finali).

Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu assolutamente a loro agio sul palco: giunti ormai alla quinta conduzione consecutiva dell’evento, non perdono occasione per ricordare che la parola “conduttori” sarebbe una definizione limitante per loro. In più occasioni i due artisti hanno improvvisato (ma non troppo) piccole gag con gli artisti e il pubblico, cercando di trovare il giusto equilibrio per passare con disinvoltura da un artista al successivo. Mai sopra le righe, misurati, forse troppo: non si è osato, ma lasciare che la musica fosse la vera protagonista è sembrato il vero obiettivo di tutti. Il tormentone da loro coniato  – “Sei la bandiera della musica italiana nel mondo” – ripetuto ad ogni artista presente (con effetti a volte involontariamente comici, dato che non tutti hanno colto la replica dell’apprezzamento) seppur ripetitivo è stato efficace per dare il la a un paio di momenti divertenti con i due big della serata: Anastacia – unica ospite straniera, accolta in modo trionfale dal pubblico – e Andrea Bocelli, che ha chiuso la serata e che è stato definito da Luca e Paolo “un esordiente”. Il tenore è stato al gioco, sottolineando che sperava che l’esperienza milanese gli avrebbe permesso di uscire dai confini della sua regione.

Emma a Radio Italia - Il Concerto

Emma a Radio Italia – Il Concerto

Palpabile per tutti gli artisti l’emozione di esibirsi con il Duomo di Milano come cornice: anche i più avvezzi alle platee da stadio – da Fedez ad Alessandra Amoroso, passando per Giorgia e Fiorella Mannoia – tutti hanno saputo cogliere la grande passione proveniente dal pubblico. Un inizio straordinario proprio con Giorgia, che con la sua voce ha incantato ancora una volta il pubblico: ironica nel “duettare” con Luca e Paolo, intensa in ogni nota. Non hanno stupito gli applausi scroscianti per i super big, ma tra gli artisti con l’accoglienza più calorosa va sottolineato Umberto Tozzi, che con successi del passato – ma sempre sulla cresta dell’onda – come Gloria e Ti Amo (in duetto con Anastacia) ha fatto scatenare la piazza quanto gli attesissimi Fedez e J-Ax o le amatissime, soprattutto tra i più giovani, Alessandra Amoroso ed Emma. Impeccabile ed elegante nell’esibizione, sempre di altissimo livello, Fiorella Mannoia.

Un po’ di delusione nel finale: data la presenza contemporanea di Giorgia e Bocelli alla serata, il pubblico ha iniziato ad intonare “Vivo per lei” mentre il tenore annunciava in anteprima il suo progetto benefico, avviato con l’imprenditore bassanese Renzo Rosso tramite le rispettive Fondazioni, per la costruzione di una scuola a Sarnano, zona colpita dal sisma. Nessun duetto a sorpresa alla fine, ma un impegno concreto per far ritrovare un primo accenno di normalità a bambini e ragazzi delle aree terremotate. E forse, in una notte dedicata alla speranza e alla forza della musica, questo era il messaggio più efficace con cui concludere l’evento.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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