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Umberto Tozzi, 40 anni che ti amo all’Arena di Verona: la RECENSIONE

Dopo la data di settembre annullata per problemi di salute appare finalmente all’Arena di Verona Umberto tozzi con 40 anni che ti amo (su Canale 5 a Novembre in prima serata). Il racconto della serata.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

di Irene Venturi

É una Notte Rosa che esplode tra giochi di luce, musiche epiche che aprono il sipario e un dolce dialogo tra chitarra e sax. Grande festa per il quarantennale di carriera di Umberto Tozzi, una delle colonne portanti della musica italiana, in uno dei luoghi che ha segnato e lanciato la carriera del cantautore torinese: “Grazie per l’affetto di questi ultimi 40 anni. Non vi nascondo l’emozione di ritrovarmi su questo palco, palco dove nel ’77 cominciò la mia carriera quando ho vinto il primo Festivalbar, sotto la regia di Vittorio Salvetti”. E allora Ti Amo sia, per rompere il ghiaccio nel migliore dei modi. Telefoni accesi per rendere immortale e infinito questo breve momento. Nella data di settembre, spostata per i problemi improvvisi di salute, era previsto il duetto doveva essere con Anastacia, stasera non presente per un impegno in Germania per la promozione del suo nuovo album Evolution.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

Undicimila le voci che urlano Ti amo al cielo, due sole parole per un grandissimo successo. Gli Altri Siamo Noi, in trepidante attesa e desiderosi di cantare tutti i successi del cantante. Questa sera c’è chi vuole tornare per qualche minuto giovane, e chi la gioventù la sta vivendo ora e vuole provare a essere un ragazzo degli anni ’80. Lo sappiamo, Si può dare di più. Non ci fanno aspettare, standing ovation per il grande trio Morandi, Tozzi, Ruggeri che portano Sanremo in Arena: “Davvero sono passati 30 anni? Quando si è sul palco si percepiscono anime non volti” dice Ruggeri. Cominciano i ricordi, le risate, le foto, attimi che portano un po’ di nostalgia ma anche tanta soddisfazione nel poter cantare dopo 30 anni di nuovo tutti insieme con la stessa forza e unione. Dagli amici di avventura Tozzi viene paragonato a Baggio quando giocavano nella nazionale cantanti. Anche se il campo verde è stato abbandonato da anni, non potrà mai essere
lo stesso per il palco. Ci si saluta dandosi appuntamento tra altri 30 anni, a cantare.

Umberto Tozzi all'Arena di Verona

Umberto Tozzi all’Arena di Verona

I grandi successi vengono intervallati da reinterpretazioni di grandi classici tra cui The Sound of Silence, lasciando Tozzi unico protagonista del palco, per portare con sé anche quelle canzoni che suonava quando cominciò a fare musica. Entra un altro grandissimo ospite, Al Bano, ed è ancora standing ovation perché quando sentiamo “Nel Sole” ci sentiamo tutti protagonisti desiderosi di far sentire la propria voce. Era il 1967, e anche se stasera è stata riarrangiata, Nel Sole regala sempre le stesse emozioni. Finalmente è sceso dal taxi Raf, con cui Tozzi ha partecipato ad un Eurofestival. Era il 1987 e Gente di Mare arriva terza: “Il nostro problema era che eravamo vestiti male” dice Tozzi, mentre Raf risponde: “i tuoi capelli biondi ci hanno fatti confondere con gli irlandesi che poi hanno vinto”. Momento che vorremmo fosse Infinito con Raf. Tozzi torna poi in versione acustica con il primo singolo della sua carriera “Donna amante mia”
contenuto nell’album che definisce “il più invenduto della storia del rock”. Dopo Morandi, Ruggeri e Raf sul palco entra Fausto Leali che portò al successo una canzone scritta da Umberto Tozzi “Io camminerò”. É un duetto emozionante, emozione che va in crescendo con il tributo all’amico e artista Lucio Dalla con Vita.

C’è un altro ragazzo che a 19 anni ebbe la fortuna di incontrare il cantante torinese che lo portò al Royal Albert Hall: “mi hai insegnato a stare in posti meravigliosi, ti spiavo” confessa Marco Masini. Ti innamorerai e ci innamoreremo altre 100 volte. “Si cresce, ci si accorge degli errori e di non aver dedicato abbastanza tempo a chi se lo meritava davvero ma non è mai troppo tardi”, Masini ci incanta con il suo tocco magico sul pianoforte e la sua voce graffiante mentre ci regala “Caro Babbo”. Si sente il dolore, l’amore e la rabbia per un rapporto a tratti deludente quanto pieno di affetto e rimorsi. Il concerto si conclude con un medley di My Sharona e Un Corpo e Un’Anima. Le luci si spengono. Il pubblico non ci sta, richiama il cantante a gran voce per pretendere i due successi mancanti, Tu e Gloria. Veniamo tutti accontentati, siamo in piedi e ancora giovani, stanotte. 40 anni che ti amo, quando gli anni non passano.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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