0

Sanremo 2018, Renzo Rubino (in)canta con la forza delle parole

Renzo Rubino porta a Sanremo 2018 il brano Custodire. E alla sua terza partecipazione al Festival. Il brano è prodotto da Giuliano Sangiorgi. Sarà vestito da Missoni, nella sera dei duetti sarà affiancato da Serena Rossi. Al suo fianco il maestro martinese Marcello Faneschi. Lo abbiamo intervistato.

Renzo Rubino

Renzo Rubino

di Carlotta Sorrentino

Sappiamo che per lei questa non è una canzone prettamente d’amore, è ciò che vorrebbe si dicessero i suoi genitori che oggi non  si parlano più.
Avevo 7 anni quando hanno smesso di parlarsi, subito dopo ho iniziato a fare teatro. È difficile raccontarlo, farlo comprendere al grande pubblico.
Arriva a Sanremo dopo un periodo di pausa: è tornato a Martina Franca e ha fatto un po’ il pensionato.
Il nonno è la faccia del mio ultimo periodo ed è sulla cover del mio ultimo disco Il Gelato dopo il Mare. Ho fatto il pensionato per un po’ sul serio.
C’è tremore nelle sue parole.
Questo mondo mi ha fatto paura perché non era ciò che me lo aspettavo. La paura è arrivata, ho creduto che non avrei più fatto musica. Ero convinto fosse finita. Stavo pensando di fare altro.
Tipo?
Comporre colonne sonore! Ma poi sono tornate le canzoni.
Come nasce Custodire?
L’idea di questo brano mi è arrivata una notte di settembre, avevo visto un film terribile, c’era questo bambino abbandonato dai genitori. Lui aveva una grande potenzialità artistica e decide di diventare un direttore d’orchestra per poterli ritrovare. Diventare il più bravo di tutti per far sì che loro lo ascoltassero. Da lì ho scritto questo brano è mi sono chiesto: perché faccio musica?
Risposta?
Mi sono psicanalizzato perché nella vita di tutti i giorni sono insicuro mentre sul palco no.
Sul palco dell’Ariston, Renzo si fa aiutare da Giuliano Sangiorgi, che ha prodotto il brano.
Per me contaminarmi è un nuovo nella sua carriera musicale, il sound è di Giuliano mentre la liricità è mia. Si sono unite le due cose e rappresentano un nuovo me.
Questo è il suo terzo festival: come lo vive?
E’ un festival molto variegato, diverso dai precedenti, spero sia un festival poetico.

notespillate

notespillate

Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *