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Andrea Amati, un gran bel viaggio con un bagaglio a mano

I viaggiatori preparino il Bagaglio a mano, prossima fermata… Andrea Amati. Il 2 marzo è uscito il suo secondo album, tappa di un viaggio lungo, difficile, curioso, ironico ma chiaro. Nessuno schema ma un obiettivo ben preciso: rimanere in viaggio.

Andrea Amati

Andrea Amati

di Irene Venturi

Andrea Amati, cantautore santarcangiolese che vuole dare una chiave di lettura ironica alla musica cantautorale italiana, risultato degli anni passati a studiare copioni teatrali e a respirare il profumo del legno e dei sipari. Il suo secondo album di inediti Bagaglio a Mano è in parte ispirato dall’omonimo libro di Gabriele Romagnoli: “Ho trovato questo libro per puro caso perchè mi piaceva la copertina. L’ho letto in un’ora e mezza in treno e appena finito il libro avevo qualche bozza che poteva diventare un testo, oppure no. Ho ripreso alcune frasi e ho creato il pezzo che poi ho deciso sarebbe diventato il cardine di questo album. Mi piacerebbe incontrare Romagnoli, io sarei contento di sapere che da un opera d’arte è nata un’altra opera arte”. Nuove sonorità nate “dall’esigenza di non ghettizzarsi in un genere preciso”. “Nel primo disco portavo la mia musica cantautorale nella sua essenzialità. Poi non mi è più bastato. Ho voluto rischiare, prendendomi il mio tempo senza scadenze. Il ghetto è il vero nemico dell’arte” afferma Andrea. Elettronica e pop hanno contaminato questo viaggio che si apre con un preambolo, dedicato ad Andrea. In “Via di scampo”, primo album del cantautore, il protagonista cercava la forza di resistere e il coraggio di partire, coraggio che si concretizza con “Bagaglio a Mano”. Abbiamo intervistato il cantautore romagnolo.

In Via di scampo resiste e in Bagaglio a mano si perde. Si è perso per poi ritrovarsi?
Il viaggio che sia fisico o interiore presuppone di perdersi. Non siamo navigatori e le strade si sbagliano ma si può sempre rientrare.
Viaggia da solo o nel percorso si aggiungono nuovi compagni?
L’obiettivo è parlare di me e delle cose che mi accadono intorno ma voglio che le persone si possano immedesimare. Molti si ritrovano in Mi sono perso per esempio, eppure è una storia scritta su misura per il protagonista, io.
É un desiderio comune tra gli artisti, altrimenti si farebbe musica per sé stessi.
A me è venuto di fare così. I ragionamenti che faccio adesso sono il risultato di pensieri venuti con il tempo. Anche il fatto che siano album tra loro molto collegati non è nulla di programmato.
Andrea ha fatto davvero l’assicuratore?
Si, l’ho fatto. Il periodo pre musicale. Pensare di vivere di musica non è semplice, prima di fare il primo album ancora meno.
L’amore per il palco nasce a teatro, ma l’amore per la musica?
Nasco come narratore innamorato della musica ma inconsapevole di poterla fare.
E poi?
Poi mi sono innamorato di un’opera di Fabrizio De André e volevo fargli un omaggio. Certo erano gli anni in cui lo facevano tutti, era qualche anno dopo la morte. Volevo fare il mio personalissimo tributo. Ho dovuto provare e imparare a cantare. É andata anche bene. Ho lasciato l’Università e ho girato con una band portando un De Andrè completamente rivisitato. Lì ho capito che poteva essere la mia strada.
Ha visto il film?
Ho aperto al cinema Fulgor di Rimini le due serate di presentazione del film. L’ho visto e devo dire che mi ha piacevolmente stupito. Potremmo discutere giorni su quanti demoni siano stati tralasciati ma d’altronde era un film dedicato ad un pubblico generalista.
Nasce poi Andrea Amati e la sua musica. E il teatro?
L’ho portato nel mio modo di approcciarmi. Sul palco e nei miei pezzi c’è teatro. Mi sono perso è figlio anche suo.
Come saranno i suoi live?
Porterò i miei album e inserirò monologhi e omaggi al mondo cantautorale italiano.
Un pezzo a cui è particolarmente legato?
Pensiero stupendo. Per me ha lo stesso valore di una mia canzone.

CONCERTI
16 Marzo Piccadilly – Ancona
23 Marzo Petit Arquebuse – Forlì
29 Marzo Sghisa – Faenza
13 Aprile Sacco e Vanzetti – Concordia Sagittaria
18 Aprile Teatro degli Atti – Rimini
21 Aprile Cafè 1926 – Firenze
27 Aprile Petit Arquebese – Forlì

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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