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Bella Prof! A lezione con Lorenzo Baglioni: la RECENSIONE del suo spettacolo

Dopo il successo avuto a Sanremo e l’uscita dell’album il 16 febbraio, Lorenzo Baglioni è in tour con Bella, prof! in alcuni teatri italiani. Il simpatico toscano è diventato famoso grazie ai suoi brani di stampo didattico che spiegano regole matematiche, fisiche o grammaticali, da sempre argomenti ostici per tutti gli studenti, in un modo divertente e facile da comprendere. Abbiamo partecipato al suo spettacolo al Teatro Nuovo di Milano.

Lorenzo Baglioni

Lorenzo Baglioni

di Antea Morbioli

Lo show è iniziato portando il pubblico, per lo più composto da bambini, direttamente all’interno di una classe scolastica: infatti è suonata la campanella e l’insegnante da dietro le quinte ha fatto l’appello, presentando così tutti i musicisti presenti sul palco. Baglioni ha cantato la prima canzone, Le leggi di Keplero, per poi fermarsi subito a raccontare il suo punto di vista sulla scuola, avendo insegnato per due anni. Le lezioni di fisica e matematica sono proseguite con Il modello atomico, I principi della termodinamica, Il teorema di Ruffini, Le ossidoriduzioni, cantata in stile rap, e i Logaritmi, fatta invece in stile trap con tanto di microfono per modificare la voce. Il cantante ha ben presto mostrato il suo lato comico facendo delle battute riguardo i social networks e il modo in cui vengono utilizzati, soffermandosi in particolare sull’ipocrisia di dover apparire agli altri sempre felici, anche a costo di fingere di essere a una festa a divertirsi quando invece si è sdraiati a letto senza fare niente. Attraverso una canzone, ha paragonato Facebook a un Bar 2.0, mettendo in contrapposizione la sua adolescenza passata nel bar del suo paese con quella che vivono i ragazzi d’oggi, in cui le chiacchiere sono sostituite da likes o commenti online.

È quindi passato a prendere in giro quelle persone che mettono il like al proprio stato e a lamentarsi scherzosamente sulla disparità che esiste tra i likes che hanno le donne e quelli che invece hanno gli uomini, facendo dell’ironia su quanto anche una frase senza senso scritta da una ragazza possa avere più feedback rispetto a qualcosa di più interessante. Tutto questo ovviamente accade perché siamo sempre attaccati al nostro telefono e perciò il professore fiorentino ha voluto realizzare L’unica canzone che si può suonare mentre si sta al cellulare, suonata dalla band usando solamente una mano. È arrivato poi il momento di parlare dei timidi primi approcci in discoteca al fine di rimorchiare una ragazza, mimando varie situazioni divertenti in cui un ragazzo viene rifiutato e facendo così ridere a crepapelle tutta la platea. In ogni caso, si trattava di situazioni in cui il cuore batteva all’impazzata e, a tal proposito, Baglioni spiega il funzionamento del muscolo cardiaco in stile latino americano, El corazón; ha raccontato poi della sua prima cotta tra i banchi di scuola, dedicando una canzone alla ragazza che l’ha fatto tanto sognare trasferendosi anche vicino a lui. Arrivata la ricreazione, tutta la band è sparita dietro le quinte lasciando così al cantante l’intero palcoscenico per suonare alcuni brani acustici come Siamo tutti uguali, La ballata delle offese, ovvero una raccolta di offese originali che ha sentito in prima persona, e una canzoncina che spiega brevemente come noi italiani ci lamentiamo sempre quando andiamo al mare. Con la band di nuovo con lui, Baglioni dedica una canzone alla sua città scritta insieme a Beppe Dati, Firenze da quassù; conclude infine la parte didattica con alcune lezioni di grammatica riguardanti L’apostrofo e, grazie all’aiuto del collega Damiano Sardi, pianoforte e voce, La perifrastica passiva. Ovviamente non poteva mancare Il congiuntivo, brano che l’ha fatto conoscere al grande pubblico e che ha permesso a tutti i bambini presenti in sala di andare a cantare sul palco insieme a lui durante l’esecuzione. Il simpatico professore ha voluto affrontare anche argomenti più delicati senza però abbandonare la spensieratezza, servendosi ad esempio della sua rivisitazione del brano di Jannacci Vengo anch’io, no tu no! per il progetto Vorrei prendere il treno, allo scopo di sensibilizzare sulla presenza di barriere architettoniche. Come Jannacci, anche Baglioni vuole parlare di tematiche importanti col sorriso, difatti lui stesso dice di voler usare la scienza al servizio del sociale quando canta la storia di Jacopo ne Il piano inclinato, un deejay su una carrozzina che non può arrivare alla console poiché un alto scalino glielo impedisce. Tra riflessioni e risate si è giunti alla fine, momento in cui l’intera band si è a turno presentata e descritta scherzosamente con un breve pezzo, mostrando così quanto lo spettacolo sia risultato spassoso e coinvolgente anche grazie al rapporto di amicizia che lega questi musicisti.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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