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“L’inizio di qualcosa di nuovo”: i trent’anni degli Afterhours

“Gli Afterhours fanno tremare il Forum di Assago“, lo avremo letto praticamente ovunque, all’indomani dell’epica performance che la band ha voluto regalare al pubblico di fedelissimi, in occasione dei trent’anni di carriera. Conosciamo tutti, ormai, la scaletta, abbiamo saputo della voce emozionata di Manuel mentre osservava il mare di folla davanti a lui, della band scatenata e del suo ingresso a sorpresa dagli spalti del Mediolanum. Dunque, cos’è che non è stato ancora detto? Cosa manca al resoconto di quella serata vissuta a suon di alternative rock, dove pubblico, cantanti e musicisti sono diventati un tutt’uno? Forse il punto di vista di una profana.

Afterhours al Forum di Assago

Afterhours al Forum di Assago

di Veronica Rafaniello

Non sono la più grande fan degli Afterhours, non sono una di quelle che conoscono le canzoni a memoria e martedì 10 aprile non ero nel parterre con le mani al cielo e gli occhi lucidi. Ero in tribuna, lo sguardo ora sul palco ora al pubblico, pronta a cogliere ogni dettaglio di una serata che si prospettava indimenticabile. Intorno a me, mentre lo spettacolo iniziava sulle note di Dentro Marylin, la carica emotiva era palpabile: entusiasmo, eccitazione, commozione s’irradiavano dalla platea, serpeggiando lungo gli spalti, fondendosi con le vibrazioni degli strumenti. Chiudo gli occhi e torno a quella sera. Coppie di mezza età, ragazzi tatuati con le birre tra le mani, giovani dai lunghi rasta o dai capelli colorati, abbracciate a donne adulte e dal look decisamente più convenzionale: è questo il variegato pubblico che ha regalato a Manuel Agnelli la soddisfazione del sold out. È questo il pubblico che ha cantato ad una sola voce, che ha ballato, pianto, teso le mani verso il palco, mentre il leader degli Afterhours diceva “Grazie”. Dalla tribuna osservo attentamente i fan che si lasciano andare al ritmo e mi salta all’attenzione l’assenza del chiaro bagliore degli Smartphone, di solito spinti in alto allo scopo di zoomare, riprendere, condividere il momento con un effimero gruppo di ‘amici’. Di cellulari accesi, pronti ad immortalare una story fugace a beneficio dei follower, ne ho visti pochi. Un’assenza per nulla scontata che, in questo caso, potremmo ergere a simbolo di quella vera condivisione, senza filtri e obiettivi, che martedì sera, forse, ci ha regalato una pagina di storia della musica. Da Strategie a Germi, da Il Sangue di Giuda a Padania, una canzone “dedicata ad una persona che durante la sua vita ha inseguito un sogno, lottando duramente per raggiungerlo, tanto che alla fine ha dimenticato il perché”, la serata è solo all’inizio e Agnelli calca la scena con quella sua peculiare eleganza rock, che non può che lasciare a bocca aperta. Folfiri o Folfox e San Miguel vedono il frontman al centro della scena, sacerdote pagano di un viaggio musicale verso le tenebre. I tre schermi sul palco restituiscono primi piani, le luci investono la band di un manto ora color sangue, ora blu elettrico, magenta, verde, la musica con la M maiuscola esplode e si diffonde come un’onda d’urto, pulsa nelle vene. Non è ancora finita. 1.9.9.6. racconta quell’ “annus horribilis che ha segnato la nostra esistenza –racconta Agnelli-stavamo per scioglierci, la fidanzata mi aveva mollato, io avevo anche perso lavoro…” il resto, però, è storia e il pubblico si scatena. Quel pubblico di fedelissimi e nuove leve, che non ha lasciato spazi a dubbi sulla riuscita della serata, mi ha sorpreso. È un rapporto, quello tra gli Afterhours e la folla commossa, che potrei definire viscerale. L’affetto è tale da far emozionare persino Manuel, alla fine. La celebrazione dei trent’anni di carriera è stata un susseguirsi di brani vecchi e nuovi, un tuffo nella storia, nel ritmo, nelle parole mai casuali, racchiuse in una playlist con più di trenta tracce. Martedì, il Forum di Assago al completo ha omaggiato il passato, il presente e il futuro ed io, da profana, ne sono uscita carica di adrenalina, con il suono delle chitarre e l’inconfondibile voce di Agnelli ancora in testa: “Questa serata è un punto di arrivo, ci sentiamo molto fortunati ad avervi qui. È un cerchio che si chiude, ma spero possa anche essere l’inizio di qualcosa di nuovo”.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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