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Antonello Venditti porta a Verona i 40 anni di Sotto il segno dei pesci

Ha debuttato all’Arena di Verona, lo spettacolo che celebra i 40 anni di Sotto il segno dei pesci, album che per Antonello Venditti ha una magia unica che merita di essere celebrata.A quarant’anni dall’uscita oggi è disponibile una riedizione dello storico album contenente
anche il brano inedito Sfiga, parola che mai come questa sera potrebbe essere emblematica.

Antonello Venditti all'Arena di Verona

Antonello Venditti all’Arena di Verona

di Irene Venturi

Tra microfoni che cadono e non ripartono, gobbo su monitor che si annerisce ed è da sostituire, tempi d’attesa per smontare e sostituire, microfoni che fischiano e un collegamento con Totti che non va come Venditti si aspettava, l’artista romano ha dovuto fare i conti con la tecnologia armandosi di pazienza e parole, per alcuni retinate eccessive. “Forse sono i 40 anni che passano e siamo un pò rincoglioniti. Ora arriva il leggio così siamo davvero nel  1978. Il concerto ha registrato il tutto esaurito per quasi 4 ore di musica ed una scaletta effettiva diversa da quella prevista: solo 26 i brani eseguiti su 32. Dedicato a chi 40 anni fa c’era e a chi nel frattempo si è aggiunto, questo concerto ha voluto essere un concerto intergenerazionale perchè “le generazioni sono diverse ma noi siamo sempre gli stessi. Dobbiamo mostrare che tra noi c’è sempre un filo logico che si declina verso il futuro2. Solo dopo quarant’anni abbiamo avuto la possibilità di sentire live tutto l’Sotto il segno dei pesci, eseguito non solo dalla sua attuale band ma anche dagli storici compagni di viaggio Marco Vannozzi, Renato Bartolii, Claudio Prosperini, Adolfo Lamorgese e Carlo Saliotto. É un concerto umano, emozionale, che alterna le canzoni con gli interventi del cantautore capitolino, a tratti divagante. Si parla di droga con Lilly, di quando la droga era una sola, l’eroina, e di quando era impossibile aiutare davvero chi era entrato nel vortice dell’astinenza. Una canzone che arriva prima in classifica ma che solo ora torna a essere cantata live: “La ascoltavo in radio e tutti quei gridolini mi sembravano inadatti. Non ho più voluto portarla live. Ora la canto per il contesto storico di oggi”. Molte sorprese hanno animato la serata: prima Totti sul maxischermo a Che Tempo che fa, condotto da Fabio Fazio, mentre assiste alla canzone che Venditti decide di dedicare al capitano, Giulio Cesare, ed infine due grandi artisti e amici. Dapprima De Gregori, “vecchio amico” della scuola romana, con cui canta Bomba o non bomba, Sempre e per sempre, Attila e la stella e Roma Capoccia. É una Verona estremamente romana, come mai in questo tempio della musica. Vecchi amici e nuovi amici, con Ermal Meta. “Lui mi tratta come un padre ma deve sapere che sono un pessimo padre ma un ottimo amico”. Con Caro Antonello Venditti ed Ermal condividono un palco, l’emozione e l’amicizia sono palpabili. Quanta poesia c’è in uno spinello apre a Chen il cinese. La setlist che si è ricreata nel corso del concerto è andata a discapito delle grandi canzoni d’amore del cantante romano, che ci auguriamo di sentire al Palalottomatica di Roma il 21 e 22 Dicembre. Sotto il segno dei pesci – 40° anniversario è disponibile nelle versioni doppio CD, vinile e Box Super Deluxe.

 

L’INTERVISTA AD ANTONELLO VENDITTI

iL concerto che segna l’inizio della celebrazione per i 40 anni di uno degli album che hanno fatto la storia della musica italiana ha registrato il sold out all’Arena di Verona. Ritroveremo Antonello Venditti al Palalottomica di Roma il 21 (Sold out) e il 22 Dicembre. Sotto il segno dei pesci – 40° anniversario è disponibile nelle versioni doppio CD, vinile e Box Super Deluxe. Lo abbiamo incontrato subito dopo il concerto di 4 ore all’Arena di Verona.

La scaletta, che stasera è sembrata troppo complessa per pretendere di sostenere solo 3 ore di concerto, verrà rispettata anche nelle date di Roma?
Vedremo. Manca la parte mediana e tutta la parte delle canzoni d'amore. La tv uccide i concerti. Nel pubblico non ci sono figuranti. Ora i concerti si fermano e si ripetono ma non si può interrompere un racconto.
Ci sono stati molti problemi tecnici
Si, fortunatamente la tecnologia non era fondamentale per la riuscita del concerto. L’elemento musicale è sempre andato bene. Per il
Palalottomatica avremo la possibilità di fare più prove, cosa che per questa sera non ci è stato possibile fare.
La riedizione di Sotto il segno dei pesci vedrà una rielaborazione dei suoni?
No, ci saranno solo nuovi elementi umani grazie ai musicisti. Ogni artista suona ed emoziona indipendentemente dalla chitarra o dal pianoforte che si trova a suonare. Ci sarà una diversa umanità.
Ha definito questo concerto intergenerazionale.
É la prima volta che vedo anche gente della mia età ai concerti. C’erano tutte le età possibili. Anche nella scelta dei miei ospiti c’è la voglia di rappresentare la vecchia e la nuova generazione come cose legate, verso il futuro. Quello che mi ha reso più felici è stato vedere pochissima gente con il telefonino in mano. Il pubblico era fisso sul concerto.
Ermal meta, cosa vi lega e cosa vi divide?
Riconosco in Ermal qualcosa che avevo e qualcosa che non ho.
Sfiga è l’unico inedito presente nella riedizione
É un brano che tratta le discriminazioni, da quelle sessuali a quelle fisiche o religiose. Anche Dalla si metteva un parrucchino, siamo stati tutti discriminati. C’è sempre stato il disagio della diversità.
Qualcuno del pubblico LAha rimproverato per la sigaretta accesa sul palco perché vietato in Arena
Sono amico dei pompieri, mi portano il posacenere per evitare di buttare a terra la cenere. É l’unico mio vizio, se togli droga, il sesso e il rock and roll cosa rimane? Le imperfezioni ci rendono unici.
Cosala ha portata a celebrare i 40 anni di Sotto il segno dei pesci?
Avrei potuto celebrare In questo mondo di ladri ma non ha la stessa magia di Sotto il segno dei pesci, perchè nessun album parla di futuro quanto questo.
Francesco De Gregori, qualcuno ha detto che non c’è amicizia tra di voi. Stasera sul palco ci è sembrato il contrario
Ha un linguaggio completamente diverso dal mio ma ci stimiamo moltissimo. ‘amicizia non per forza si traduce in lavoro. Non lavoriamo più insieme perché forse siamo diventati troppo amici. É stato davvero bello avere con me sul palco il mio vecchio-nuovo amico.
Ha affermato di non sentirsi parte di una decade precisa. Venditti della decade 2020 cosa porterà di nuovo?
Sto già lavorando al nuovo album che uscirà, spero, alla fine del 2019. Lo sto realizzando da mò, ancora oggi io penso al futuro.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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