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Roberta Finocchiaro incanta con Something True

Lei si chiama Roberta Finocchiaro, è una cantautrice siciliana e presenta il suo nuovo album intitolato Something True: la abbiamo incontrate e intervistata.

Roberta Finocchiaro

Roberta Finocchiaro

di Carlotta Sorrentino

Raccontami un po’ di Something True?
E’ il mio secondo album , è stato registrato a Memphis negli Stati Uniti negli studi della famiglia Sam Philipps che erano i produttori di Elvis, ho avuto l’opportunità di registrare questo album insieme a dei musicisti molto importanti per me.
Registrare negli USA che esperienza è stata?
Ho ricevuto molti stimoli positivi, da tutte le parti. Che mi hanno aiutato a registrare meglio e scrivere meglio, anche solo respirare quell’aria piena di storia era motivante. Infatti si ritrova anche nell’album che ha due facce musicali, una più funky e blues e l’altra più folk che sono Nashville e Memphis.
Perché il titolo Something True?
Un elemento importante di questo disco è la sincerità da qui nasce il titolo, per me penso che la cosa più importante per un musicista sia mantenere la sincerità musicale, non cambiare i base alle mode e rimanere se stessi per riuscire ad arrivare a un obiettivo duraturo nel tempo.
Chi ti ha ispirato per questo album?
Quest’album parla principalmente di me, delle mie sensazioni, i viaggi mi hanno aiutato molto, viaggiando ho scritto molte canzoni. Lo si può considerare un diario, io lo vedo sotto gli occhi di una musicista ma in realtà è anche una persona che affronta nuove esperienze e si butta in un mondo reale con le cose.
Di tutti i viaggi che hai fatto, qual’è quello che ti ha dato qualcosa in più?
Sicuramente questo viaggio in America, per me è stato importantissimo perché registrare li questo disco è stata una crescita musicale e personale. Something True racconta tutto questo, una crescita lenta che porta cose buone.
Che musica ascolti, quali sono i tuoi artisti preferiti?
Principalmente ascolto John Mayer, perche è un chitarrista, la chitarra per me è molto importante. Anche io mi considero più una chitarrista che una cantante. Ascolto molto Norah Jones perché amo molto la sua voce. Ryan Adams invece lo ascolto molto perché mi ispira nei testi.
Nell’album c’è una sola canzone in italiano, come mai questa scelta?
Questa canzone si intitola Paura, e parla del fatto che nella vita reale sono una persona ansiosa e piena di paure, mentre quando mi trovo sul palco a suonare mi sento a casa, nel posto giusto. Ho scelto di scriverla in italiano perché è una sensazione che sento molto e ho sentito la necessita di scriverla in italiano, è venuta così. Non escludo la possibilità di scrivere più in italiano in futuro.
Cosa ti aspetti dai live che stai per fare?
Quando inizio a suonare principalmente mi diverto, spero di far emozionare perché le emozioni son la cosa più importante nella musica, anche io spesso quando suono mi emoziono.
Quando sei lontano da casa, quale è la cosa che ti manca di più?
La mia famiglia, quella sempre. Loro mi mancano sempre perché sono fondamentali nella mia vita.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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