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Anastasio in tour: la recensione del concerto del vincitore di X Factor

Passare pochi mesi dalla nicchia al successo mainstream grazie a X-Factor? È possibile e il rapper Anastasio ne è la dimostrazione come si evince dalle tantissime date sold out in tutta Italia del suo tour primaverile.

anastasio santeria
di Federico Moia

Spezziamo subito una lancia in suo favore. Di talento, energia e iniziativa il giovanissimo (appena 21 anni) rapper campano ne ha da vendere, come è evidente dalla carica esplosiva dietro al microfono, mentre intona hit che potrebbero quasi diventare, nel bene e nel male degli inni generazionali e in cui esprime i disagi e le crisi esistenziali dei ragazzi di oggi. La platea del Santeria Social Club è gremita, cinquecento persone circa che non vedono l’ora di assistere al concerto del vincitore di X-Factor. Per la maggior parte ragazzi e giovanissimi, ma anche tanti over 30 e bambini accompagnati dai genitori. Horns up per il papà metalhead che ha tenuto per mano la figlia di 11-12 anni per tutto il concerto senza dissimulare troppo la sua insofferenza verso il rapper.

Alle 21,30 si spengono le luci e finalmente il rapper di origini napoletane fa la sua comparsa sul palco insieme ai tre musicisti che lo accompagnano. Tra le urla del pubblico, il primo pezzo proposto è Another Brick in the Wall. Se la vostra mente tende ad associare a queste parole il nome dei Pink Floyd, non preoccupatevi, avete perfettamente ragione. La canzone è infatti una cover dei maestri del prog, una delle tante che hanno contribuito a rendere famoso il giovane rapper ventunenne. Musica della composizione originale e testi riscritti e reinterpretati secondo la sua sensibilità. Durante il concerto ne verranno proposte altre, scomodando altri grandi numeri della musica internazionale, da Francesco De Gregori ai Gorillaz. Trovano spazio nella scaletta anche tutti i brani dell’EP La fine del mondo, rilasciato lo scorso dicembre cavalcando l’onda della sua vittoria a X-Factor, a partire dal celeberrimo singolo omonimo. La canzone viene proposta quasi all’inizio della performance per la gioia della platea della Santeria che intona a gran voce il ritornello. Anastasio sembra a suo agio nonostante l’assoluta inesperienza – quello di Milano è il suo secondo concerto in assoluto – anche se in varie occasioni appare un po’ rigido, come se stesse ripetendo a memoria delle battute preparate per l’occasione nel backstage. Insomma, nonostante la grinta e la carica che il ragazzo dimostra dall’inizio alla fine, urlando i suoi versi nel microfono, manca un po’ come è inevitabile, la capacità di tenere il palcoscenico. Sicuramente avrà l’occasione di migliorare e farsi le ossa, già a partire da questo tour che lo porterà in giro per l’Italia.

Lo show scorre veloce, tra brani nuovi, come Correre, presentato durante lo scorso Festival di Sanremo, e “ripescamenti” di quando ancora pubblicava i suoi free style su Youtube. Trova spazio anche un brano acustico in cui Anastasio – vantandosi forse eccessivamente di NON saper suonare – propone un testo spiritoso e dal sapore cabarettistico. Tutti i brani sono veloce, immediati. Testi semplici che esprimono disagi e frustrazioni adolescenziali, di fruibilità immediata. Il tempo ci dirà se saranno anche “usa e getta”, d’altra parte Anastasio è in giro solo da pochi mesi e con il primo album ancora da pubblicare. Forse anche alla luce della scarsità del suo repertorio, il tempo concessogli è addirittura troppo. Lo show mi ha lasciatoinfatti la sensazione di essere stato allungato e stiracchiato quasi artificiosamente per fare in modo che il rapper alle primissime armi potesse tenere il palco per l’ora e dieci programmata. Una sensazione quando nell’encore ripropone nuovamente la hit La fine del mondo, sapendo che, probabilmente, buona parte del pubblico soprattutto per quella canzone. Certo, sentendo i fan più accaniti del concerto la versione proposta nel bis era quella originale, con un testo leggermente diverso rispetto a quella pubblicata sull’EP.

Difficile valutare la sua performance considerando che quello di oggi è una vera e propria prima volta e Anastasio, pur facendo del suo meglio, ha ampi margini di crescita. Sicuramente il suo primo disco di inediti, in uscita già quest’anno ci potrà offrire una prospettiva migliore su questo artista. Rapper, ma non solo, Anastasio si confronta e si ispira a molti big della musica internazionale, un pool di conoscenze musicali che sicuramente potranno fare la differenza nel suo debutto. Per ora il giudizio sul rapper con ambizioni cantautoriali è rimandato a data da destinarsi.

SETLIST

Another brick in the wall
Intro (Esercizio di stile)
Costellazione di kebab
La fine del mondo
Rosso malpelo
Se piovesse il tuo nome
C’è tempo
Correre
Un adolescente
Il giro di do
Mio fratello è figlio unico
Ho lasciato le chiavi
T.S.O.
La porta dello spavento supremo
Autunno
ENCORE:
Clint Eastwood
Generale
La fine del mondo

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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