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Piero Pelù e il suo “Picnic all’inferno” con Greta Thunberg

Cosa succede se il diavolo della musica italiana invita per un “Picnic all’inferno” l’icona green più discussa di  sempre? Ho incontrato Piero Pelù per raccontarvi questa incredibile e sorprendente “coppia”.

Piero Pelù (foto Riccardo Bagnoli)

Piero Pelù (foto Riccardo Bagnoli)

di Alberto Dotti

Forte del suo animo sensibile alle tematiche dell’ambiente e del clima, Piero Pelù ha ripreso in modo musicalmente inaspettato il discorso che Greta Thunberg fece nel dicembre 2018 a Katowice (Polonia) in occasione del COP24. Estrapolandone i concetti più importanti, Pelù ha elaborato un brano in cui la sua eclettica voce s’incontra e si alterna con quella della giovane attivista svedese in una sorta di originalissimo duetto. La potenza e il ritmo del rock, del blues e del gospel si fondono per creare un brano assolutamente innovativo, in cui il rocker conferma la sua eterna voglia di sperimentare e di allargare gli orizzonti della sua musica, senza mai perdere il suo marchio di fabbrica. “Picnic all’inferno” sarà in radio – e disponibile in digital download e streaming – dal 18 ottobre. Il 13 novembre partirà da Roma il “Benvenuto al mondo Tour”: sei concerti per sei importanti città italiane (Roma, Bologna, San Biagio di Callalta (TV), Milano, Torino, Firenze) che vedranno esplodere la leggendaria energia live dell’artista fiorentino. Pelù sarà accompagnato sul palco dai Bandidos, pronti ad infiammare il pubblico in un live show che si preannuncia sorprendente.

La questione ambientale è fondamentale: ti ha avvicinato Greta a queste tematiche?
Sono sempre stato sensibile al tema del clima. Ogni giorno cerco di avere impatto zero sull’ambiente e di lasciarlo migliore di come l’ho trovato. Ho un’anima ambientalista, anche se le parole in “-ista” non mi sono mai piaciute. Credo ci sia un rapporto ancestrale tra ogni essere umano e la terra in cui esso vive: avere un bel rapporto con l’ambiente significa avere un bel rapporto con l’umanità.
Credi che l’Italia stia facendo abbastanza in ambito green?
Secondo me non si può mai fare abbastanza. Bisogna andare sempre avanti.
Com’è nata l’idea di inserire la voce di Greta nel brano?
È stato assolutamente spontaneo, quando ho ascoltato il suo discorso ho notato che il suo modo di parlare sembrava un rap, aveva una cadenza precisa, una sua musicalità. Così ho provato a metterci sotto una base e… cavolo, ha funzionato! Ho estrapolato le frasi più importanti, soprattutto quella del “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza”. Ho fuso il groove, il mio canto gospel e la sua determinazione. Ma c’è anche il blues, l’elettronica. È un mix riuscitissimo a mio parere.
Questa non è la tua prima canzone ambientalista, cosa ti hanno trasmesso e dove ti stanno portando questi brani?
Hanno portato l’esigenza di scriverle. Per quel che mi riguarda, la scrittura delle canzoni deve arrivare da un’esigenza interna. Non faccio canzoni su commissione, non mi adeguo al mercato (il che mi ha creato spesso dei problemi). Mi ha portato alla sensibilità ambientalista, sono entrato in contatto con Legambiente, Greenpeace, WWF. Ne sono molto orgoglioso.
Greta ha ascoltato questo brano? Vi siete sentiti?
Purtroppo il rapporto con Greta è stato abbastanza formale e tecnico. Tramite gli editori sono entrato in contatto con il suo staff che ci ha chiesto di ascoltare la sua canzone e di avere la traduzione del testo. Dopo un po’ qualche tempo i suoi stessi genitori mi hanno dato l’okay ed è finita lì. Ora però sono in contatto con i ragazzi di Fridays for Future Italia.
Lei è nel video?
No, non abbiamo avuto il permesso di usare le sue immagini.
Se tu fossi un accademico di Svezia, daresti il Nobel a una ragazzina di 16 anni?
Non lo so, credo sarebbe troppo provocatorio. Mi spiace che si stiano creando tante discussioni a riguardo, ma è anche vero che Greta non ha mai avuto la presunzione di avere la soluzione a tutti i problemi ambientali. Che i cambiamenti climatici ci siano veramente lo sappiamo da tempo, ma la sensibilità che lei ha suscitato nel mondo è una novità assoluta. Ha scatenato una reazione virtuosa che spero possa crescere.
Date del tour?
I 6 concerti saranno delle bombe atomiche pronte a esplodere. C’è una scaletta formidabile, canzoni mie e dei Litfiba. Sarà un live show memorabile. Sto chiedendo ai vari locali che mi ospiteranno di usare meno plastica possibile, anche se in Italia non è così semplice. Ma ho molta speranza.
La tua sensibilità a questo tema è legata alla tua esperienza da scout? Che ricordo hai?
Con ogni probabilità, sì. L’esperienza scout mi ha aiutato un sacco. Ricordo che pioveva sempre: la pioggia era una costante nello scautismo.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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