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Eastwood Eyes, è una canzone figlia del misticismo di Nusia

Esistono vite così incredibili da sembrare frutto di una sceneggiatura cinematografica. Ed esistono film che sembrano rubati dalla vita reale.

Nusia

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Da un lato la biografia di Nusia è quanto di più cinematografico si possa immaginare: una vita raminga, gitana per definizione, come il suo stile suggerisce: “La mia è una famiglia siciliana di umili origini”- dichiara. “Papà viveva in Germania poiché i miei nonni erano emigrati da anni in cerca di fortuna. Papà conosce mia madre in Sicilia, se ne innamora e dopo la classica fuitina la porta con sé a Colonia”. Dall’altro lato Franco Micalizzi, un percorso dedicato alle colonne sonore, di storie di cinema e vita che si sovrappongono, ne sa qualcosa. Eastwood Eyes, canzone già in sé debitrice del grande cinema, è la sintesi di un incontro che doveva avvenire.

L’idea del brano e la tematica esistevano già da tempo nei pensieri di Nusia. Dopo aver iniziato a prendere corpo con la collaborazione musicale di Dario Valle, l’incontro quasi casuale con il Maestro Micalizzi ha sancito la svolta definitiva del brano. Dopo esserci conosciuti per caso nel corso di una cena alla quale partecipavo con il maestro dell’Horror Claudio Simonetti, dopo che il grande compositore è rimasto affascinato e colpito dallo stile gitano di Nusia, l’idea di collaborare assieme è nata spontaneamente. Eastwood Eyes, brano fino a quel momento ancora in fase germinale, aspettava solo di essere approfondito dal padre delle colonne sonore degli spaghetti western. Il sound del brano aveva già un profilo western, ed essere arrangiato e ritoccato dalle mani di una leggenda vivente della musica come Micalizzi era già parte del suo destino. “L’incontro umano e professionale con Nusia è accaduto per caso, come per caso sono accadute molte delle esperienze più bizzarre che ho vissuto nella mia vita. Una sera a cena, con alcune persone, sono stato colpito da questa ragazza che al tavolo emanava fascino di zingara e parlava con una voce dalle tante sfumature e dagli accenti scuri e profondi – racconta Franco Micalizzi – parlando con lei, ho appreso che Nusia cantava, recitava e ballava. Ed è così che è iniziata l’idea lavorativa: con un semplice appuntamento. Nel nostro caso, professionale. Da qui è partita la progettualità che ha portato al singolo in uscita e all’Ep che seguirà”. Eastwood Eyes, è una canzone figlia del misticismo di Nusia, del suo stile conturbante. L’andamento ritmico cresce gradualmente come un vento dall’oriente. Il sound è solenne come in una colonna sonora, ma non mancano gli elementi figli del nostro tempo, come nel beat e nelle metriche hip hop.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a sky.it e collaboro col Secolo XIX. E poi c'è il blog note spillate

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