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Arisa e il cambiamento di Ero Romantica

di MARCO LATINI

Il 26 Novembre esce nei negozi e negli store digitali ERO ROMANTICA, il nuovo album di Arisa, che la vede per la prima volta interprete, autrice e discografica. Il disco è composto da 11 tracce, in cui spicca una marcata alternanza fra malinconiche ballate d’amore e sfrenati ritmi dance, con l’aggiunta di acrobazie vocali a insaporire un album che sembra voler dichiarare al mondo di non aver paura di accettarsi nei propri pregi, difetti e soprattutto nelle proprie unicità.

Arisa fotografata da Sara Purisiol

Ho incontrato Arisa all’ora di pranzo, in una trattoria di Milano nel quartiere Loreto, zona centrale tra le più popolose e in rapido cambiamento della città. In rapido cambiamento sembra essere anche la cantante, che si presenta con un sorriso contagioso, capelli biondo platino e un tubino nero da far perdere la testa. Si nota la tua voglia di essere diversa, le dico sbigottito. C’è stato un momento della tua carriera in cui ti sei resa conto di questa cosa? Mi sorride sicura prima di rispondere. Si, Sono cambiata. Mi sono resa conto che volevo rendere felici le persone anche a discapito mio e delle mie scelte. Era sbagliato perché le decisioni sono le mie, capisci? Io sono quello che sono e se non ti va bene te ne vai. Questo suo pensiero, esposto leggiadro ma che nasconde il peso del mondo mi destabilizza e mi lascia in silenzio qualche secondo. Riprendo conoscenza e incalzo “questo evidente passaggio, è solo personale o anche sociale? Ti senti vicina a qualche movimento?”. È una responsabilità troppo grande, mi risponde innocua. Io sono solo dalla parte dell’essere umano, e quando viene leso non mi piace mai. Prende lentamente ossigeno sorridendo con gli occhi e guardando fuori dalla finestra una Milano uggiosa. Non mi do nessuna etichetta, io voglio vivere in un mondo sereno e combatto per averlo attraverso la musica. Poter esprimere il mio pensiero è un grande dono da utilizzare nel modo giusto, parlando anche per chi non ha voce. Mi piace molto Rosalba. L’ho sempre trovata una persona genuina, introversa ma decisa se c’è da farsi coraggio. E ‘proprio il coraggio la cosa che più traspare dai suoi modi, il dolore che lacera il cuore ma accresce l’anima. “Arisa”, taglio corto. “Dici ero romantica nel titolo, adesso non lo sei?”. Ero romantica è un gioco di parole. Erotica e romantica. Era un titolo forte e sai, mi ammicca amichevolmente, “siamo in Italia; qui nessuno ti dice che è troppo forte, semplicemente non te lo passano e basta. Per questo ho cercato un compromesso, trovandolo in ERO ROMANTICA. Io comunque ero più romantica prima rispetto ad ora.” Si incupisce mentre conclude il suo spunto. Il romanticismo è quasi infantile, viene sostituito quando si cresce da una consapevolezza della realtà. Il romanticismo è come un dolce dopo il pasto, ogni tanto è comunque giusto concederselo.

Sarà il parlare di dessert o questo suo nuovo modo di porsi, ma sento una gran fame di musica. Aspettare fino al 26 Novembre sarà un doloroso digiuno. “Dal punto di vista musicale, il disco è nettamente diviso in due. La prima parte è composta da pezzi brevi e di tipo elettronico, nella seconda parte il disco cambia. È come se possedesse una doppia anima e una doppia copertina; perché questa scelta?”. ERO ROMANTICA parte dall’idea di descrivere un essere umano in tutte le sue sfaccettature. A volte si fa l’errore di etichettare e di pensare che una persona sia solamente una cosa. Invece dipende dai momenti e da cosa stiamo vivendo in quel momento. Sono divere sfaccettature di noi. In Questo disco c’è ogni parte di me, la parte erotica e la parte romantica. La parte romantica intesa anche come sentimento di giustizia. Come una sorta di saggezza nel genere umano. È un
lavoro fatto con il cuore. Abbiamo pensato di dividere il disco in due parti differenti, in modo che ognuno potesse scegliere cosa ascoltare in base a come si sente ed in base a cosa ha bisogno.

“Chissà con quale parte sto parlando”, penso tra me e me. Forse sto etichettando anche io, è un tranello più attraente di quanto si immagini. “L’ortica è una pianta che pizzica, le dico a bruciapelo, ti rispecchia?”. L’ortica è come una donna. Una donna ferita diventa urticante, ma se la sai prendere ti apre il paradiso. Se una donna la fai sentire amata e importante, lei è il tuo paradiso. Ma se la ferisci, diventa urticante. “Cosa ti ha portato a scrivere Maddalena? I testi sono forti e l’Arisa di qualche anno fa non
avrebbe detto certe cose”. Maria Maddalena è uno dei fraintendimenti più grandi della storia. Lei era una sostenitrice di Gesù; lo ha aiutato anche economicamente, ed è finita ingiustamente negli inferi come donna peccatrice. Nella mia canzone lei ritorna e viene a prendersi tutto ciò che è suo, che è la metafora della guerriera che rinsavisce e si prende quello che le spetta. Ho sofferto per il mio precoce sviluppo, mi confessa, sembravo la zia dei miei compagni. Mi sono sempre vergognata del mio corpo, avevo paura di infastidire qualcuno. Mi vergognavo e non volevo essere guardata. Solo adesso mi rendo conto che non ha senso vergognarsi di una cosa bella come il proprio corpo. Mi piacciono le imperfezioni delle donne, le trovo molto attraenti. Arisa non è un personaggio, è sé stessa al meglio e senza censure. “ERO ROMANTICA” è un disco che racconta di un profondo dolore e di una rinascita. Un disco che parla di una costretta introspezione alla ricerca di sé stessi che porta a conoscersi, accettarsi e mettersi in gioco in sfide diverse ed in sonorità da scoprire. È un disco che celebra la femminilità e le sue contraddizioni, è un atto d’amore verso l’umanità nelle sue sfaccettature.

notespillate

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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