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Will in concerto a Milano aspettando il Festival di Sanremo

di MARCO LATINI

A Milano è tornata quella stagione. Chiunque viva qui sa di che parlo. La pioggerella indecisa che non è acquazzone ma bagna. L’integerrimo mal tempo che non è freddo ma ghiaccia dentro. Quest’incoerente tempo viene condito da un’assidua nebbia che offusca i contorni, ovatta le parole e sbiadisce le emozioni come una vita in acquerello. Il locale Santeria è un ottimo rimedio per ritrovare colore e fiducia. Situato a pochi minuti dai navigli, è uno spazioso centro culturale polivalente che a volte è cinema, altre teatro, e quando sei fortunato si trasforma in un vivace locale di nusica dal vivo.

Will

Stasera sono fortunato e sono qui per ascoltare Will Buse, giovane ventitreenne veneto capace di arrivare in nemmeno due anni alla finale di Sanremo giovani e di contare quasi 240mila follower su Tik Tok e 90 milioni di streaming tra le diverse piattaforme digitali. Dopo la partecipazione a XFactor 2020 ha continuato a scrivere e a dedicarsi alla sua musica, uscendo lo scorso giugno con il suo primo EP “Chi sono veramente”. La spaziosa Sala del Santeria, mi ricorda le botti di vino in legno di castagno che usava mio nonno per il vino, e mentre la osservo riempirsi lentamente mi fermo a pensare: “Quale è il segreto di Will Buse?”
“I social sono la massima forma di espressione, aiutano a far girare la musica. A volte preferirei però che le canzoni tornassero a essere qualcosa di intimo” – Will.

La sala è piena da strabordare. Le emozioni fermentano. Io però rimango colpito dalla gente. Non riesco a capire come un ragazzo così giovane riesca ad attrarre persone tanto diverse. Il pubblico è coinvolto come se Will parlasse per loro. Nessuno è fermo. Si balla spontanei come da soli in casa ma uniti come in famiglia. Il coro è così infervorato che dal far le doppie conduce il concerto. Vedo ballare padri con figlie dimenticando dissapori, vedo coppie sposate ancora in giacca e cravatta e freddi tailleur che si scambiano baci imbarazzati tornando piccoli. Osservo una miriade di ragazzi a cavallo della maggiore età con giacche di pelle, jeans larghi e chili di gel scatenarsi insieme senza freni o risentimenti pur provenendo da stili e culture diverse. Penso sia questo a caratterizzare la musica di Will ed a renderlo la voce di tutti. L’artista parla di amori finiti, di errori passati e scelte sbagliate, ma lo fa con motivazione ed orgoglio senza cambiare chi è veramente e senza smettere di credere in sé stesso. Mi piace amplificare i dettagli quando scrivo, ma basta un ascolto per accorgersi che la musica di Will è incendio ed acqua, taglio e sutura, armonia e caos, guerra e pace. Alla fine della serata siamo tutti maturati, anche solo un millilitro. Si cresce sempre quando si parla di qualcosa di intimo. Forse non solo nella botte piccola c’è il vino buono.

Tracklist:
1) CHI SONO VERAMENTE: “Questa pelle vorrei si potesse togliere. Questa gente vorrei si potesse accorgere, che non sono forte come pensi tu”
2) LA STORIA PIU’ BELLA DI SEMPRE: “Piove su Milano ed il cielo mi ricorda quando ci davamo la forza. Ora sento il peso di ogni goccia. Ma non so se farci male poi ci basterà mai”
3) CAPOLAVORO: (Dedicata a un caro amico e al suo letale limoncello) – “E tu c’hai sempre il cielo dentro agli occhi. Ti guarderà rincorrere i tuoi sogni e sorriderà perché sei il suo capolavoro. È da quando ti conosco che fai sembrare la vita più bella anche a me”
4) DOMANI CHE FAI?: “Perché sbagliare fa male lo sai ma a volte ti cambia la vita. Non mi mentire che tanto lo sai che con me non ci sei mai riuscita. Io di sbagli ne ho fatti centomila”
5) ANNO LUCE: “Vorrei guardarti con un paio di occhi nuovi e vedere del buono nei nostri errori. Questa storia ci fa male se continua così. Quando guardi nel vuoto che cosa pensi?”
6) ESTATE: “Forse perderò tutto, ma non perdo la calma. Con in mano una penna, sopra un pezzo di carta. È una lacrima nera, è il dolore che parla. Io mi prenderò tutto ma il tuo cuore mi manca”

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Giornalista musicale, lavoro a Sky TG24

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